Scuola, 12 anni, mandata all’ospedale da coetaneo africano perchè ha un crocifisso

ultimo aggiornamento: 16/05/2015 ore 07:15

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12 anni colpita africano scuola per crocifisso

A Terni una ragazzina di 12 anni è stata aggredita da un compagno di classe perché aveva una collanina con un crocifisso.
La dodicenne, italiana, residente nel posto, è stata aggredita dal compagno di origine africana per motivi religiosi.
L’antipatica vicenda è avvenuta al momento dell’uscita in una scuola media di Terni. La ragazzina è rimasta ferita per una contusione toracica, giudicata guaribile in 20 giorni dopo essere stata visita al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria.
Nei confronti del coetaneo – riferiscono i carabinieri – non sono stati presi provvedimenti da parte dei militari in quanto non imputabile per la minore età.
La dodicenne sarebbe stata colpita dal ragazzo alle spalle da un colpo violento.
E’ stata la madre della studentessa a bloccare il giovane, che ha poi riferito ai militari di avere compiuto il gesto a causa del crocifisso.
Secondo quanto la dodicenne ha raccontato ai carabinieri, il coetaneo – che aveva iniziato a frequentare la scuola una ventina di giorni fa – già nei tre o quattro giorni precedenti l’aveva presa di mira, con insulti e altre aggressioni, sempre per via del crocifisso.
Insulti e altri comportamenti aggressivi sempre per motivi religiosi precedenti che hanno poi portato all’epilogo dell’aggressione subita dalla dodicenne di Terni, che aveva la “colpa” di indossare un crocifisso, ad opera del coetaneo di origine africana. Il fatto è stato confermato dai carabinieri che si occupano della vicenda. All’uscita dalla scuola il giovane, in base a quanto riferito, prima di sferrare un pugno alla schiena della compagna di classe, le avrebbe urlato alcune frasi di minaccia, anche di morte, dicendole che il crocifisso gli dava fastidio e non lo doveva portare.
Il dodicenne violento è stato subito bloccato dalla mamma della ragazzina, che stava attendendo la figlia all’uscita.
All’aggressione avrebbero assistito altri compagni di scuola.
Sono stati poi i genitori della ragazza a segnalare l’episodio ai carabinieri.
La dodicenne – in base a quanto si apprende – è ancora scioccata per l’accaduto e avrebbe paura a tornare a scuola.

Le informazioni assunte dai carabinieri avrebbero poi confermato l’accaduto: la dodicenne di Terni è stata colpita con un violento pugno alla schiena dal coetaneo, perché al collo aveva una collanina con un crocifisso.
Per il trauma la dodicenne di Terni, studentessa di una scuola media della prima periferia cittadina, è finita all’ospedale con una prognosi di 20 giorni.
E’ proprio all’uscita dall’istituto che, giovedì mattina, è avvenuto l’episodio, in base a quanto hanno accertato i carabinieri, informati della vicenda dai genitori della ragazzina. Quest’ultima stava uscendo dalla scuola con la mamma, quando sarebbe stata raggiunta dal coetaneo, un ragazzino di origine africane, che prima di colpirla le avrebbe urlato alcune frasi di minaccia, intimandole di togliersi il crocifisso. E’ stata la mamma della studentessa a bloccarlo, di fronte ad altri testimoni.
La piccola è stata soccorsa dal 118 e portata in ospedale, dove le è stata riscontrata una contusione toracica e, a livello psicologico, un trauma emotivo per cui è ancora sotto choc e avrebbe paura di tornare a scuola.
Nei confronti dello studente, minore di 14 anni e quindi non punibile, non sono stati presi provvedimenti, anche se i genitori della vittima si sarebbero riservati di sporgere querela.
I carabinieri stanno svolgendo gli accertamenti con il massimo della cautela, anche per non interferire con le istituzioni scolastiche. Sembra che il ragazzino frequentasse la prima media dell’istituto da una ventina di giorni, dopo essere arrivato in Italia per raggiungere il papà, che invece vive in zona da tempo.
Non parlerebbe bene l’italiano e sempre secondo i carabinieri potrebbe aver ripetuto frasi sentite in un altro contesto.
Sulla vicenda non sono mancate le reazioni politiche: “Il ragazzino, e i suoi parenti, vengano rispediti al loro Paese!!! Che bella integrazione…” è il commento postato su facebook dal segretario della Lega Matteo Salvini. “A casa nostra neanche i nostri figli sono più al sicuro rispetto all’intolleranza di chi pensa di venire in Italia e imporci la propria ideologia”, ha scritto invece sullo stesso social network la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.


Mario Nascimbeni

16/05/2015

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3 persone hanno commentato questa notizia

  1. A casa, in Africa devono tornare figlio e genitori. Non siamo noi che dobbiamo integrarci con loro. Al momento dello sbarco, se qui vogliono stare o transitare, diamogli:
    i dieci comandamenti e un crocifisso! così ci chiariamo subito! devono accogliere e firmare un foglio di regole toste! non che spalanchiamo le porte entrano e fanno come gli pare.
    chi vuole resta e a chi non sta bene diciamo tutti: ‘puoi tornare nel tuo paese’. Anche se incredibile sono molti gli africani laureati che arrivano qui. facciamo attenzione l’apparenza inganna. una volta sistemati alla meglio faranno tribù contro di noi.
    L’Europa/l’Italia non si rifiutano di accogliere gli immigrati dall’Africa. ma ricordiamoci che molti dei paesi di provenienza di queste persone conservano tradizioni più che tribali e miseria assoluta. più ne accogli e più ne arrivano perché sanno che avranno magari zero liberta, zero comodità, zero benessere ma è comunque molto di più di quello che lasciano.

  2. Ma il giornalista o presunto tale che ha scritto l’articolo era presente perché sta finendo le elementari? Per il resto personalmente penso che Salvini è indegno per i metodi ma non per i contenuti: l’unico modo di evitare la deriva autoritaria tanto temuta è di stabilire norme chiare e ben applicate per poter vivere nel nostro paese.

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