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#Veneziamiofuturo, presentate le proposte per una città vivibile e sostenibile

#Veneziamiofuturo ha finalmente svelato le proposte per una Venezia vivibile e sostenibile. Ieri sera all’Ateneo Veneto davanti a 300 persone il movimento ha presentato l’ “abbecedario”, per raccontare al Comune, alla Regione e allo Stato i problemi della città.

Un abbecedario che sintetizza, lettera per lettera, i problemi, le proposte, le istanze che il movimento di opinione #Veneziamiofuturo rivolge al Comune di Venezia e ad altre istituzioni della città, alla Regione e allo Stato. E’ questo il documento che il movimento ha presentato questa sera, all’Ateneo Veneto, in una sala gremita da oltre 300 persone, ai più importanti soggetti istituzionali.
Presenti, tra gli altri, numerosi consiglieri regionali, comunali e della Municipalità di Venezia Murano Burano, che hanno partecipato al dibattito discutendo le proposte suggerite dal movimento.

I punti analizzati, che corrispondono appunto alle lettere dell’alfabeto (dalla A alla V), sono il frutto di proposte e richieste che sono state raccolte, da agosto a oggi, nel corso di incontri, sestiere per sestiere, con i veneziani che abitano o lavorano a Venezia: una sorta di cahier de doléances che per ogni problema contiene all’interno anche una soluzione. Non solo, dunque, una serie di lamentele, ma veri e propri suggerimenti che i cittadini veneziani offrono alle istituzioni della città, alla Regione e allo Stato come base di partenza per un rinnovato interesse su Venezia: per ribadire che la città ha un futuro e di questo i veneziani vogliono essere protagonisti.

Si inizia, per citarne qualcuno, dagli alloggi che sono sempre meno a disposizione dei veneziani e che vengono utilizzati come locazioni turistiche, per passare alle bricole, i pali in legno che segnalano i percorsi in laguna, che sono senza manutenzione da anni e rappresentano un pericolo per la navigazione. Per passare poi alle case; alla dignità, intesa come il riconoscere ed agevolare il diritto di ogni persona che abita a Venezia di condurre un’esistenza dignitosa e decorosa. E via via, l’alfabeto si snocciola per toccare l’educazione nautica, i flussi turistici, la gestione dei beni comuni, gli hotel, l’illuminazione cittadina, il lavoro, i musei, i negozi, l’ospedale, i posti barca, la qualità dell’aria, i rifiuti, la scuola, il traffico acqueo, lo spopolamento della città, che rappresenta un’ ultima spiaggia per Venezia, la vita all’aperto e le iniziative culturali in genere.

Per ogni lettera, arriva il suggerimento dato al Comune, alla Regione o allo Stato, frutto delle varie assemblee tenute nei sestieri, che sono state partecipate da moltissimi cittadini, i quali continuano a dare i loro contributi e le loro proposte nelle pagine Facebook del Gruppo e nei social in generale.

“Con questo documento – ha dichiarato il portavoce di #Veneziamiofuturo, Marco Gasparinetti – vogliamo dare, senza alcuna etichetta politica, il contributo dei cittadini di Venezia alle istituzioni che ci rappresentano. Vogliamo avere, davanti a noi, un futuro vero e dignitoso, continuando a vivere nella nostra città, ora massacrata dai problemi che abbiamo evidenziato, lettera per lettera. Le nostre sono proposte concrete, attuabili e realistiche; ma soprattutto rappresentano l’urgenza, le cose che devono essere fatte quanto prima, perché Venezia si sente assediata e la situazione non permette ulteriori ritardi. Manca una lettera, la Z: l’abbiamo lasciata volutamente scoperta. Vuole rappresentare infatti l’incognita, a cui i cittadini sapranno dare sicuramente un valore, sulla base delle risposte ricevute dal Comune, dalla Regione, dallo Stato. E’ finito, infatti, il tempo dell’attesa: Venezia ha bisogno di un futuro e di riscontri certi e immediati da parte di chi ci rappresenta”.

Presentato un abbecedario che sintetizza, lettera per lettera, i problemi, le proposte, le istanze che il movimento di opinione #Veneziamiofuturo rivolge al Comune di Venezia e ad altre istituzioni della città, alla Regione e allo Stato

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