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Venezia, invasione di turisti: città al collasso durante il “ponte” del primo Novembre
Se Venezia fosse una barca, affonderebbe di sicuro a causa dei troppi piedi che la calpestano, delle strade intasate, delle code sui ponti e le file infinite negli imbarcaderi di turisti, che nonostante tutto, sorridono e cercano in alto, nei tetti, nelle punte dei campanili, nel rosso dei coppi, fra colombi e gabbiani, di assaporare la gioia di essere a Venezia.

In fondo sono in vacanza e poco conta se decina di migliaia di visitatori che approfittando del ponte “dei santi” e dei giorni festivi, riescono a camminare a fatica, un po’ spintonati dai veneziani reduci in città, che si muovono per recarsi al lavoro o per necessità, un po’ apostrofati dagli stessi, quando inciampano sulle valigie e sui borsoni… rimbrottando frasi irripetibili.

Le parole più in voga che i cittadini offrono ai politici sono: invasione, sovraffollamento, ticket, numero chiuso, argine, provvedimenti, limitazioni.

Altri soggetti che riguardano il settore turistico, assistono stando a guardare e a verificare quanto porta nelle tasche dei commercianti, ristoratori e albergatori il tornado di “foresti” che si fa spazio a fatica fra le calli, i campi e i monumenti veneziani.

Anche i musei mostrano le loro code infinite, ma vale la pena di aver pazienza, sorridono i turisti, l’occasione è unica e Venezia è un sogno “di quelli che puoi comperare… “ ammoniva Francesco Guccini nella sua celebre canzone dedicata a Venezia.

Il sogno del poeta Josif Brodskji era invernale, possibilmente con la nebbia e il gelo e sembra che in quell’atmosfera si sentisse bene, anche visitando posti lontani da San Marco, scoprendo la bellezza di una città semiabitata. Una bellezza che non costa niente in termini economici e che tanto può dare al visitatore attento.

La sollecitazione al Sindaco Luigi Brugnaro, alla sua Giunta, ad inventare una nuova gestione dei flussi in città, rivolta anche al mondo della cultura, alle università, non può attendere oltre. Si conoscono le intenzioni di uno studio di fattibilità per il futuro, e quest’ultima occasione vacanziera, che ha esasperato gli animi e ogni ragionevole livello di tollerabilità ha toccato il fondo. Non si riesce ad immaginare cosa accadrà durante il prossimo Carnevale.

La barca Venezia scricchiola da tutte le parti, qualcuno abbia pietà di lei prima che affondi, provocando naufragi irreparabili.

 
ASSOCIAZIONE LA VOCE DI VENEZIA 5X1000
 

Andreina Corso

02/11/2016

Riproduzione Riservata.

 

Una persona ha commentato

  1. Ho visitato Venezia due volte, e mi è piaciuta moltissimo. Ho tanti bei ricordi. Vorrei vederla di nuovo un giorno, ma non supporto di farla soffrire così sotto i piedi dei troppi turisti. Mi sembra che la cosa migliore da fare sia non ritornarci.

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