bullismo compagni scuola prendono in giro

Parte dall’Istituto Tecnico-Turistico Algarotti e proseguirà in tutti gli istituti scolastici del territorio veneziano la campagna anti bullismo e contro l’uso di sostanze stupefacenti promossa da Comune di Venezia, Prefettura e Questura.

“Non sei una spia!!!”, “La rete può far male!”, “Non restare mai solo!”: questi gli slogan scelti che si ripeteranno nella campagna informativa contro il cyberbullismo in particolare collegata al “Protocollo d’intesa per la prevenzione ed il contrasto delle dipendenze giovanili da sostanze stupefacenti” avviato dalla Prefettura.

Verranno distribuiti 5000 volantini e affissi 100 manifesti in tutti gli istituti scolastici del territorio, per veicolare il messaggio che, chi è vittima di bullismo, non deve aver paura, non deve subire, ma anzi chiedere aiuto. L’atto di bullismo o di cyberbullismo può infatti venir segnalato in maniera anonima alle Forze dell’ordine, inviando un Sms al numero 43002, attivato dalla Centrale operativa della Questura di Venezia.

«Non vogliamo certo avere un approccio paternalistico – ha spiegato l’assessore comunale alla coesione sociale Simone Venturini -, ma devono passare in modo chiaro alcuni messaggi ai giovani, ossia che da alcuni errori non ci si rialza. E’ importante anche usare frasi chiare: il bullismo fa schifo perché è prendersi gioco del più debole, la droga ti maciulla il cervello e ti distrugge dentro».

Quello dell’Algarotti è il primo di una serie di appuntamenti che riguarderà 54 Istituti sul territorio metropolitano di Venezia, rivolta ad alunni, genitori e docenti. Ad intervenire saranno gli operatori della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Prefettura e della Polizia locale del Comune di Venezia, per dare informazioni utili sulle conseguenze di certi comportamenti, ma anche per far conoscere e far prendere confidenza con le Forze dell’ordine e con le Istituzioni, che sono a fianco dei giovani.

L’intento è quello di puntare sulla prevenzione, cercando di ricostruire un rapporto di collaborazione tra istituzione scolastica, famiglie e, appunto, Forze dell’ordine.


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