libro turista per professione Laura Celotto

“Il tempo non torna indietro mai. Ma ogni frammento di vita si imprime nella memoria; e ogni ricordo che sa toccare le corde dell’anima è indelebile”.

A volte con una frase si può descrivere un intero libro e questa ben riassume le sensazioni che il libro di Laura Celotto “Turista per professione” trasmette al lettore.

Un’opera che si pone in una via di mezzo tra l’autobiografia e un manuale per chi ama il mondo e viaggiare. La bravura della Celotto sta proprio nell’immergere al 100% i propri lettori nelle atmosfere suggestive di ogni località narrata. L’autrice ci fa riscoprire il mondo come una sorta di Paradiso Terrestre, lontano dalle atrocità e dalle miserie che siamo abituati a sentire di questi tempi.

“Turista per professione” ha la capacità di riconciliarci con le nostre origini di esseri umani, con le bellezza che la madre Terra ci offre, ma che troppe volte ci dimentichiamo.

Altro elemento interessante del libro è la varietà di lavori nel campo professionale che Laura Celotto ci racconta e spiega, anche qui aprendo un mondo nuovo e pieno di sfumature, soprattutto ad un lettore vergine o a chi ha desiderio di approcciarsi a questo tipo di occupazione.
L’autrice, infatti, come un moderno Cicerone, guida chi sta leggendo su due binari entrambi molto interessanti. Il primo è quello delle bellezze del mondo, l’altro è quello delle soddisfazioni lavorative e dei sogni che possono diventare realtà.

“Turista per professione” riesce ad isolarti, a farti immergere in un mondo nuovo e, come se stessimo girando un mappamondo immaginario, ci fa sognare di essere in quei posti così idilliaci, dove la Celotto riesce a far emergere sempre i lati più interessanti, magici e, se vogliamo, fiabeschi.

Grazie allo stile scorrevole e alla cura nei dettagli, il lettore si sente di viaggiare, di assaporare suoni, gusti e profumi di zone così lontane da noi, ma che ad un tratto sentiamo vicine e familiari.
Non solo la vista è appagata dalla lettura, ma sono tutti i cinque sensi ad essere presi in causa e anche i sentimenti riescono ad emergere e a permettere una forte empatia verso l’autrice che non ci risparmia aneddoti e vicissitudini da far strappare un sorriso.

Come diceva Salgari “Scrivere (ma in questo caso anche leggere) è viaggiare senza la seccatura dei bagagli.”

Un libro particolare, diverso dagli altri, qualcosa da regalare e regalarsi per fare un giro intorno al mondo in poco meno di 200 pagine.

Sara Prian

[01/11/2013]

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