Tra due vite

Negli ultimi due anni le hanno inventate tutte per tenermi al mondo. L’esercizio della cura come forma d’arte.

E’ una storia di coraggio, di forza di volontà, d’esempio quella che ci racconta Laura Mazzeri in “Tra Due Vite – L’attesa, il trapianto, il ritorno” edito da Giunti. Un libro che ci racconta della sua esperienza in attesa di un fegato nuovo, la vita a casa che procede con i suoi ritmi, il bisogno dei figli di una madre che vuole essere presente nonostante tutto e l’altra vita parallela quella in ospedale, fatta di corsie e pareti tutte uguali, fredde, ma riempite dal calore di medici amorevoli e coraggiosi tanto quanto i pazienti stessi.

Probabilmente pochissimi sanno cosa voglia dire, tutto d’un tratto, prendere la propria vita, metterla in pausa, mentre tutto attorno a te continua a scorrere con la stessa velocità di prima e si ferma, forse, solo a guardarti distratto, magari per provare pietà e niente altro. La storia di Laura è una storia che tutti dovrebbero leggere, sia chi sta passando cose simili sia chi, fortunato, non è mai stato toccato da eventi uraganici del genere. Sì perché tra le pagine si respira una forza e un coraggio che in pochissimi libri, se non quelli scritti con il cuore in mano, si riescono a percepire.

Nonostante in “Tra due vite” si parli di un’esistenza sospesa tra lo stop definitivo e il play, il soffio vitale è il motore che anima le pagine, è quello che fa vibrare il lettore incollato ad un libro biografico coinvolgente, appassionato, che tiene in tensione, ma porta anche momenti di speranza, di luce nel buio più pesto, una sorta di percorso catartico non solo per l’autrice stessa, ma anche per chi si ritrova immerso in quelle pagine.

Inoltre Laura Mazzeri ci porta a fare un ragionamento lontano dalla malattia, ma allo stesso modo interessante. Può l’arte, in questo caso la scrittura, salvare una vita? La risposta sembra essere positiva. La donna affida alle pagine di un blog, ad un semplice foglio di carta, fino al libro che stringiamo nelle nostre mani, la sua vita, il suo respiro vitale, la sua voglia di gioire quanto di abbattersi, perché come ci insegnato l’ultimo film Pixar “Inside Out” Gioia non può esistere senza Tristezza. C’è un mondo all’interno di “Tra due vite” che vale la pena scoprire, amare, soffrire e soprattutto respirare, perché non c’è cosa più bella di sentire la propria pancia alzarsi abbassarsi, sentire la vita, quella vera, scorrere nelle proprie vene.

Per questo dono letterario, non possiamo far altro che dire, Grazie Laura.

Sara Prian

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