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mercoledì 21 Aprile 2021
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Supermercato nell’ex Cinema Italia, Despar raddoppia

Supermercato nell'ex Cinema Italia, Despar raddoppia

Esprime soddisfazione per gli effetti positivi che sembra aver riscontrato la nascita del nuovo Supermercato Despar, situato all’interno dell’ex cinema Italia, a Cannaregio, Paul Klotz, amministratore delegato della Società Aspiag Service srl, che cura il marchio e le destinazioni Despar.

Soddisfazione che si aggiunge a quella che ha visto inaugurare il precedente, solo pochi mesi fa, a Rialto a Palazzo Bembo. Se è pur vero che l’ex cinema Italia era chiuso da oltre vent’anni, rimane aperta una domanda sulle destinazioni d’uso e sul criterio che guida le scelte della città.

Si sa che gli spazi sono stati restaurati, anche dal punto di vista del recupero delle decorazioni liberty e molte perplessità hanno accompagnato la nascita del supermercato, anche da parte di Piero Coin, con una società proprietario dell’edificio e del Ministero ai Beni Culturali, oltre che della Soprintendenza.

Se è stato giusto e utile recuperare gli affreschi, a molti osservatori non piace l’idea che quel posto diventi un punto vendita, anche in ragione delle direttive del Ministro alla Cultura Dario Franceschini, che ha raccomandato la salvaguardia delle sale cinematografiche nelle città storiche.

Ora sembra evidente che il pensiero del ministro non sia stato preso in considerazione, in nome di una presunta modernità che mette insieme arte, cibo e detersivi, in una visione per molti aspetti seduttiva (portare l’arte ovunque) e per altri inquietante, se pensiamo a Venezia nel suo insieme e nell’espressione dei suoi bisogni.

Vale il riconoscimento dovuto a chi ha riportato in vita, nell’ex cinema, resti di abitazioni antiche, affreschi e pozzi, che nessuno avrebbe potuto vedere e apprezzare, pur tuttavia la questione si allarga ad altri ambiti, per esempio a quello turistico, che anche in questa circostanza è prevalso sulle esigenze culturali della città, che oltre all’artigianato, sta perdendo anche le librerie, come è successo qualche giorno fa alla Libreria francese a San Giovanni e Paolo.

Data prima pubblicazione della notizia:

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