Reinhold Messner racconta l'odissea dell’esploratore del Polo Sud, Ernest Henry Shackleton

Avventura e spirito di sopravvivenza sono al centro del racconto che Reinhold Messner, uno dei maggiori alpinisti ed esploratori di tutti i tempi, dedica all’odissea dell’esploratore del Polo Sud, Ernest Henry Shackleton, e del suo equipaggio.

“Wild! L’incredibile avventura antartica dell’Endurance di Ernest Shackleton” si tiene sabato 25 marzo, alle ore 19,30, presso la Tesa 113 all’Arsenale.

L’iniziativa, promossa da Vela Spa con il patrocinio del Comune di Venezia, nell’ambito delle manifestazioni de “Le città in festa”, è ad ingresso gratuito sino ad esaurimento di posti.

Con l’aiuto di fotografie d’epoca e dei filmati originali ad opera di Frank Hurley, Reinhold Messner, narratore d’eccezione, ripercorre l’incredibile vicenda, che ha avuto come protagonista l’equipaggio della nave britannica Endurance, rimasta intrappolata dai ghiacci dell’Antartico nel 1914. Una incredibile storia di coraggio, resistenza, disciplina e capacità di adattamento che, grazie alla lucidità e all’equilibrio del capo spedizione Shackleton e dei suoi uomini, si è conclusa con un sorprendente ed insperato lieto fine.

Obiettivo della spedizione era quello di raggiungere a bordo dell’Endurance i confini del continente ghiacciato, per tentare la prima traversata a piedi dell’Antartide, passando dal Polo Sud. Una impresa che divenne però, quasi subito, per i 28 uomini dell’equipaggio, una prova di sopravvivenza ai limiti delle possibilità umane: persa la nave, inghiottita dai ghiacci, l’equipaggio fu costretto a lottare per un anno e mezzo, in condizioni proibitive e senza alcuna speranza di essere soccorsi, prima della “impossibile” salvezza.

Ernest Shackleton è ancora oggi l’emblema di chi fallisce con onore nel proprio intento ma che lotta fino in fondo per portare in salvo i propri uomini.
Sarà poi Reinhold Messner a realizzare il sogno incompiuto di Ernest Shackleton quando per primo, insieme ad Arved Fuchs, riuscì ad effettuare la traversata dell’Antartide, nel 1990, percorrendo 3 mila chilometri sugli sci in 120 giorni di ghiaccio, trainando una slitta di oltre un quintale di peso.

Al termine della presentazione, Reinhold Messner sarà a disposizione del pubblico per autografi e brevi scambi di battute.
L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla sponsorizzazione di Softlab e alle partnership con Alilaguna, AVA-Associazione Veneziana Albergatori, Boscolo Bielo e Ca’ Sagredo.
Si può raggiungere la Tesa 113 dell’Arsenale attraverso la passerella pedonale della Celestia o utilizzando il vaporetto Actv – linee n. 4.1, 4.2, 5.1 e 5.2 – fermata Bacini- Arsenale Nord.

Reinhold Messner (Bressanone, 17 settembre 1944) alpinista, esploratore e scrittore italiano, di madrelingua tedesca. Il suo nome è legato a innumerevoli scalate e esplorazioni. E’ noto al grande pubblico per essere stato il primo al mondo ad aver scalato tutte le quattordici cime del pianeta che superano gli 8000 metri. Nel 1978 è stato il primo, insieme a Peter Habeler, a scalare l’Everest, senza l’ausilio delle bombole ad ossigeno, e nel 1980 il primo a scalarlo in solitaria. Tra le altre imprese, vanno ricordate le traversate di Antartide e Groenlandia senza il supporto di mezzi a motore né cani da slitta e la traversata del Deserto del Gobi. Messner è autore di molti libri in cui narra le sue imprese e affronta tematiche inerenti alla cultura montana.

Ernest Henry Shackleton (Kilkea House, 15 febbraio 1874 – Grytviken, 5 gennaio 1922), esploratore britannico di origine irlandese. Al ritorno dalla prima spedizione antartica di cui ebbe il comando, la Nimrod (British Antarctic Expedition 1907 – 1909), fu nominato cavaliere e gli furono conferiti i titoli di commendatore dell’Ordine Vittoriano e ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico. La fama gli giunse però solo in seguito alla seconda spedizione (1914 – 1916) nel corso della quale, nonostante il mancato attraversamento del continente antartico e l’inabissamento della nave ‘Endurance’, Shackleton riuscì avventurosamente a portare in salvo tutti i membri dell’equipaggio.

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