pop economix davide pascutti

Un fumetto tratto dallo spettacolo teatrale che permetterà anche a chi non potrà vedere il Live Show di poter usufruire di una guida semplice, immediata e ironica alla crisi che ci sta colpendo, attraverso un percorso che parte dal crack Lehaman e dalla crisi greca, passando per le difficoltà delle banche nell’Euro zona, fino ai giorni nostri.

Abbiamo incontrato per voi l’autore/disegnatore della graphic novel, edita da Becco Giallo Editore che uscirà in tutte le librerie il prossimo 21 Novembre, Davide Pascutti vincitore del Premio Albertarelli come Miglior Nuovo Autore 2011.

Come ti è venuta in mente l’idea per questo fumetto?

L’idea m’è stata proposta dall’editore e si allaccia ad un progetto multimediale più ampio che coinvolge web (http://popeconomix.org) e teatro. Il fumetto prende spunto dal testo teatrale e a tratti si intreccia con esso ma sostanzialmente si sviluppa in modo autonomo. La forza del progetto è proprio il quadro derivante dall’unione dei tre mezzi di comunicazione coinvolti.

Le metafore sono tra le cose più riuscite per spiegare la crisi. Come sono state scelte?

Le metafore sono gli strumenti più efficaci per rendere tangibili molti dei concetti di base di una materia ostica come l’economia. Spesso nascono da modi di dire dello stesso linguaggio tecnico o giornalistico. Penso ad esempio al concetto delle bolle finanziarie o ai PIGS (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna), i maiali, come vengono chiamati i Paesi meno virtuosi e più in difficoltà.
Altre metafore nascono in maniera spontanea, pensate magari per rendere comprensibili per primo a me stesso determinati meccanismi.

Il protagonista ha più spessore di molti altri personaggi della letteratura. È il tuo alter ego o è ispirato a qualcuno?

Il protagonista è mia la versione a fumetti di Alberto Pagliarino, l’attore che interpreta lo spettacolo “Pop Economix”.

A chi hai rivolto principalmente la tua opera?

A prima vista l’opera può trarre in inganno, può indurre a pensare che sia una cosa per bambini. Non è così. I destinatari principali del libro sono le persone comuni, gente come me, che si domandano come abbiamo fatto a sprofondare in questa crisi e che, ogni volta che aprono un giornale, rimangono spiazzati da concetti apparentemente astrusi quali spread, swap, derivati, cartolarizzazioni e compagnia bella.


La cosa che mi ha colpito di più è il tono con cui racconti una vicenda che tocca tutti da vicino. Era nelle tue intenzioni iniziali di mantenere un tono così leggero?

Sì, l’idea era di spiegare senza appesantire, senza annoiare. Per questo motivo ho cercato di alternare passaggi più impegnativi a microstorie, passaggi leggeri, comici o surreali. Qualunque sia il tema affrontato, un libro dev’essere scorrevole, piacevole da leggere.
La sfida più difficile e intrigante è stata proprio quella di realizzare la coesione ottimale tra contenuti “seri” e forma “leggera”.

Alla fine dai grande spazio alla riflessione personale. Cosa speri che il tuo libro scaturisca nel lettore?

La speranza è che il lettore chiuda il libro con qualche nozione in più in testa e, soprattutto, con maggiore curiosità per la materia e attenzione nella gestione dei propri risparmi. Ho cercato di evitare prese di posizione che potessero in qualche modo veicolare le idee dei lettori. Mi interessava invece raccontare cos’è successo negli ultimi anni (o almeno una versione credibile dei fatti) e lasciare a ciascuno le proprie conclusioni.

Ad un certo punto dici: “I cittadini vogliono partecipare all’elaborazione di idee e soluzioni”. Se tu avessi questo potere cosa proporresti?

Non ritengo d’avere i titoli per esprimermi a riguardo. Del resto il mio fumetto non contiene ricette miracolose, lascio correttamente tale compito a chi ha le necessarie competenze e capacità.

Concludendo, come dice il saggio cinese nell’ultima parte del tuo fumetto: “Credi di aver raggiunto il tuo scopo?”

Credo di sì, e le prime reazioni al libro paiono confermarlo. Sono convinto che per molte persone Pop Economix sarà una piacevole guida per iniziare a comprendere quello che sta accadendo e per agire più responsabilmente.

Sara Prian

[20/11/2013]

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Redazione
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

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