Percentuali alunni stranieri a scuola primaria al 68%. Soluzioni Flc Cgil

Vien voglia di scrivere una lettera ai bambini stranieri, per chiedere loro scusa per le privazioni che subiscono e per essere diventati oggetto di una spiacevole protesta, pur civile, pare. E anche ai bambini disabili, per gli insegnanti di sostegno che possono garantire loro solo poche ore settimanali.

Vien voglia di scrivere sì al Sindaco per sapere qualcosa in merito alla presenza (?) dei mediatori linguistici e culturali nelle scuole, ma anche al Ministero alla Pubblica istruzione che ha varato, dice, una Buona legge, una Buona Scuola, togliendo di fatto insegnanti alla formazione e alla cultura e permettendo la nascita di classi di oltre venticinque bambini, dove non si smarrisce come Pollicino solo un bambino straniero, ma anche un bambino timido o superdotato, si potrebbe chiedere perché gli insegnanti sono costretti a lasciare la classe e gli alunni, anche svantaggiati, per andare a fare le supplenze degli assenti, perché è tutto sotto l’occhio vigile del risparmio.

Hanno ragione e lo dico con l’animo dell’insegnante, scusandomi per la prima persona, non proprio corretto in termini giornalistici, ma in termini umani si può e si deve.

I genitori dicono che al Modulo, a differenza del Tempo pieno, si aggiungono, nell’arco dell’anno molti bambini stranieri e che per questa ragione i “programmi” vengono espletati solo in parte.

Opportuna e ragionevole la richiesta di docenti aggiuntivi, ma la realtà è che i potenziamenti non ci sono, pur in presenza di un bisogno vero, di un’attenzione dovuta a tutto, dicasi tutto il mondo dell’infanzia.

E veniamo ai fatti: i genitori dei bambini che frequentano la Grimani di Marghera scrivono al Provveditorato agli studi e al Sindaco lamentandosi per il continuo arrivo di bambini stranieri, che necessita di altro Personale.
E che le insegnanti sono costrette a seguire i nuovi venuti che non parlano italiano, senza poter andare ‘avanti’ con il programma di cui han diritto i ‘loro’ figli.

Sottolineano che in una classe, ma sono tante in realtà in provincia di Venezia, ci sono più bambini stranieri che italiani.

I Genitori ben sanno che la nostra Costituzione garantisce a tutti il diritto allo studio, ma annunciano che se non si prenderanno provvedimenti saranno costretti a spostare i loro figli in una scuola privata, perché alla Grimani, ad esempio, ci sono troppi bambini del Bangladesh che impedirebbero l’apprendimento e lo svolgersi corretto dell’ormai famoso ‘programma’.

Non ce l’hanno con quei bambini e con le loro famiglie, ci tengono a dire,
e sono in buonafede.

Ma la scuola non è solo tramite di una somma si saperi, che tra l’altro si possono acquisire in tutto l’arco della scuola dell’obbligo, nel rispetto dei tempi di acquisizione di tutti e ciascuno.

La scuola è un mondo in formazione e dentro questo mondo ci vivono i bambini. Quindi è anche giusto e bello che i genitori reclamino diritti e chiedano più presenze educative all’interno della scuola, ma non può essere la dizione ‘i nostri figli li mandiamo altrove, così li garantiamo’ quella più civica e rispondente al problema.

Perché non rimandare, ad esempio i problemi geometrici dei solidi ( facendo anche un favore ai bambini), se fosse necessario, in ragione della professionalità sociale e della crescita di una comunità di bambini che imparano a vivere e a stare insieme, nonostante storie e destini diversi?

Andreina Corso

(foto di repertorio)

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Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Cura gli approfondimenti, è giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.

4 persone hanno commentato questa notizia

  1. Non mi sembra giusto ritirare i bambini da scuola nei confronti degli altri bambini stranieri, che non hanno nessuna colpa di quanto sta succedendo, e se capitasse ai bambini italiani negli altri paesi. . . si direbbero le stesse cose?

  2. hanno ragione a non voler mandare i loro figli in classi in cui ci sono più bambini stranieri che italiani, queste classi non funzionano bene in genere … e fanno bene a trasferire i figli in scuole in cui possano essere educati meglio

  3. ha perfettamente ragione Andreina Corso, sono proprio queste le circostanze ove si seminano gli ingredienti della xenofobia e del razzismo, la scuola non può veicolare e prestare il fianco a queste crudeli iniziative e a discutibili ricatti da parte dei genitori cosiddetti “perbene” Dietro a tutti ciò vi sono egoismi, pregiudizi e molta ingnoranza. Continuate a parlarne e scrivere di queste cose, ne abbiamo tutti molto bisogno!
    Francesca Beltrame

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