Parroco di San Lazzaro e le orge: magistratura indaga ma Curia già sapeva

La brutta storia del parroco di San Lazzaro che la donna di Padova ha denunciato: una ventina le donne che hanno accettato, per una sorta sinistra di amore, di sottoporsi a incontri sessuali violenti, manette e catene, costrizioni fisiche di ogni tipo, qualcuna davvero impronunciabile

ultima modifica: 11/01/2017 ore 14:18

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 Parroco di San Lazzaro e le orge: magistratura indaga ma Curia già sapeva

Lei ce l’ha fatta a ribellarsi, a trovare la forza di denunciare alla magistratura la violenza subita.

In un primo momento si era rivolta alla Curia, visto che il protagonista di questa brutta vicenda è un sacerdote. Il Tribunale ecclesiastico di Padova sembrava aver raccolto le parole e il tormento della vittima, una donna di 49 anni, manipolata dall’oramai ex parroco quarantottenne di San Lazzaro, don Andrea Contin, in una brutta storia, ma a sei mesi dall’incontro, non sono venuti alla luce provvedimenti da parte della Curia nei confronti del prete.

Eppure questa è davvero una situazione che si fatica a pronunciare e scrivere, vista la delicatezza che incute un abito talare e insieme la tristezza di sapere che la signora padovana, insieme, pare, a una ventina di altre donne sue coetanee (molte delle quali hanno confermato la veridicità dell’esposto), ha accettato, per una sorta sinistra di amore, di sottoporsi a incontri sessuali violenti, manette e catene, costrizioni fisiche di ogni tipo, qualcuna davvero impronunciabile. Il tutto si svolgeva in canonica, in una complicità coatta fra carnefice e vittima, le cui modalità sono al vaglio della Procura della Repubblica.

La Diocesi padovana interpellata dal maresciallo dei carabinieri Alberto di Cunzolo, ha risposto che la “questione” che riguarda don Andrea Contin è “ancora” in fase di approfondimento, anche in ragione di quella “indagine previa” contemplata nel diritto canonico dai Patti Lateranensi, che però sembra essersi fermata alla pura enunciazione, visto che nessuna nota, alcun provvedimento hanno sfiorato il riconoscimento della responsabilità dell’ex parroco.

Eppure, ancora eppure, le perquisizioni della canonica a pochi giorni dal Natale, volute dal sostituto procuratore Roberto Piccione, hanno rivelato lo squallore del ritrovamento di materiali pornografici di ogni tipo e ora le indagini si rivolgono al computer e allo smartphone e contemporaneamente verranno sentite le altre vittime del parroco.

Quello stesso parroco che ora vive in una comunità protetta e che pretende di essere lasciato in pace (?), che della donna aveva fatto oggetto da vendere in internet e che quando la stessa ha tentato di interrompere quella relazione malata, si è detto pronto a pubblicare le immagini pornografiche sul web, lo stesso uomo che l’ha minacciata con un coltello per costringerla a sedare la sua ribellione.

Se questo è un uomo, se questo è un sacerdote.

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