Al Museo Correr di Venezia.
[06/11] Quanto tempo per rivederlo, per sentire il profumo di quella Venezia che Egli tanto amava e che sapeva così bene ritrarre, quasi fosse una "
morosa" alla quale dedicare omaggi per la sua bellezza mai spenta definitivamente, dedicare a quei tempi passati e indimenticabili, a quelli presenti colmi di gioia di vivere, tutti i suoi colori, le sue visioni incantate, pur senza mai cadere nell'ovvio di tanti illustratori che descrivevano la "
Sua" Città così come i tanti acquirenti volevano e pensavano che fosse.
Nelle sue corde non allogavano leziosità e manierismo ma ricchezza cromatica vivificata da un tocco "magico" che nulla aveva da invidiare a taluni colleghi d'oltralpe ben più declamati di Lui.