Non è mai facile per un artista lavorare per il futuro, anticipare i gusti, la gente. Ed è rischioso: proporre gli schemi conosciuti che il pubblico ama con il rischio di stancare, o esplorare altri orizzonti con il pericolo che il nuovo piaccia meno e magari la gente resti delusa perché si aspetta quello che conosce?
La genialità di
"Carlo, Goldoni e Giorgio", il loro ultimo spettacolo, fa quadrare il cerchio: innesta situazioni nuove, rivolgendosi nientemeno che al teatro classico, facendo riaffacciare i tic, le gag, che il pubblico vuole rivedere perchè ama profondamente.
Cento minuti d’un fiato in questo equilibrio perfetto, senza mai scadere nel già visto, nella banalità o nella volgarità, facile trampolino per risate grossolane che Carlo & Giorgio lasciano volentieri ad altri.
Lo spettacolo propone una lettura da due angolazioni: che sfacelo troverebbe Carlo Goldoni se tornasse in una Venezia dei giorni nostri? Ovvero: come si troverebbero “Giancarla e Sergio” ad interagire con i personaggi di una commedia Goldoniana?
Informazioni sullo spettacolo
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