Il Dalai Lama, la massima autorità spirituale tibetana, è un personaggio che "scotta". Nessuno disconosce la sua integrità morale e religiosa ma avvicinarlo troppo rende poco amici della Cina e questo, in epoca di globalizzazione di potenze economiche mondiali, è controproducente. Ieri si è avuta l'ennesima dimostrazione che i paesi sono grandi ma l'uomo è piccolo.
Milano si accingeva a formalizzare la concessione della cittadinanza onoraria al Dalai Lama, come analogamente hanno fatto Roma e Venezia, ma all'ultimo momento 'pressioni esterne' hanno convinto il sindaco Pisapia a desistere. A sorpresa il Comune di Milano, dopo che aveva già presentato una delibera sottoscritta da tutti i partiti politici, ha fatto retromarcia.
Niente più chiavi della città al Dalai Lama. La chiave martedì sera quando Pisapia ha convocato d'urgenza i capigruppo di maggioranza. Oggetto della discussione quanto circolava da qualche giorno: la Cina, attraverso i suoi canali diplomatici, ha fatto sapere che non gradiva il conferimento della cittadinanza onoraria. L'avrebbe confermato la console cinese di Milano direttamente a Pisapia: «la cittadinanza sarebbe stata interpretata come un segnale di inimicizia verso il popolo cinese».
Ci sarebbe anche una lettera inviata dall'ambasciatore cinese Ding Wei molto più esplicativa: si potrebbe ripetere quanto è successo con Roma, cioè l'interruzione dei rapporti con Milano per tre anni.
Ma nel 2015 c'è Expo 2015 e il padiglione della Cina promette un milione di visitatori promessi. Meglio soprassedere.
Sergio Dal Bon
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[22/06/2012]
articolo: DALAI LAMA | Milano non concede cittadinanza onoraria
foto: dalai lama (repertorio)