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GENOA - SIENA INTERROTTA PER 40' DAI TIFOSI, POI RIPRENDE  


CALCIO | Incredibile allo stadio Ferraris. Genoa - Siena è in corso e la squadra di casa sta perdendo 0 - 4. Al 9° minuto del secondo tempo il malumore dei tifosi si è trasformato in rancore e tensione e i più "attivi" hanno minacciato l'invasione di campo. Il capo degli ultras, calcando le gesta di Ivan Bolgdanov, capo popolo serbo, che guidò la violenza degli hooligans slavi che portò al rinvio di Italia-Serbia, ha cominciato a trattare la ripresa del gioco a cavalcioni sull'ultima rete di recinzione.
In un primo momento i tifosi hanno chiesto che i giocatori sfilassero ma senza avere addosso le maglie del Genoa perchè "la stavano infangando". Anche il presidente della squadra Preziosi è arrivato in campo per assecondare lo sfumare delle tensioni.
Le trattative sono state condotte dal capitano Marco Rossi, affranto nel suo ruolo di portavoce, è andato a parlare con gruppo di ultrà di Genoa quasi trattando la resa.
Quando ormai tutti i giocatori si stavano sfilando le maglie Sculli si è arrampicato da solo e si è confrontato con il capo ultras. I due si sono spiegati, intesi e compresi e il gioco è potuto riprendere.
In tutta la trattativa sia l'arbitro che il dirigente della Digos si sono dimostrati comprensivi perchè la minaccia degli ultras era quella di andare a prendere i giocatori all'uscita e i disordini sarebbero stati maggiori.

Sergio Dal Bon
[redazione@lavocedivenezia.it]

Riproduzione Vietata
[22/04/2012]

 



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