E' la storia dell'Inter di quest'anno: anche se ci metti l'impegno e la tenacia basta un tiro in porta degli avversari per perdere la partita. E non e' piu' sfortuna. Oscar Wilde: perdere una partita per un tiro in porta e' sfortuna, perderne due e' disattenzione. E' evidente che alla troupe, anche se contiene attori bravi, manca il regista.
L'Inter e' al primo anno senza trofei dopo sette stagioni.
«E' una botta grande — commenta Ranieri — ma dobbiamo saper reagire subito. La sfida con il Marsiglia è la fotografia della stagione: siamo stati condannati ingiustamente».
Massimo Moratti e' la fotografia della delusione invece, niente slanci emotivi, pero': Ranieri resta confermato fino a fine stagione. «Non vedo colpe dell'allenatore, vedo semmai la fortuna del suo collega. Per come e' andata Ranieri non merita assolutamente di essere messo in discussione. Se avessimo perso 4-0 potevano venire dei pensieri, ma così non è proprio il caso...».
E pensare che, a furia di provare, l' Inter aveva trovato lo slancio dei giorni migliori. Il gol del Principe Milito, a un quarto d'ora dal novantesimo ha illuminato San Siro di luce, ma l'euforia e' durata pochi minuti.
L' Inter perde Champions e orgoglio, con una semplicissima disattenzione, di quelle che tante volte avevano gia' colpito quest'anno: rilancio lungo del portiere Mandanda, sul rimbalzo Lucio si fa giocare da Brandao, l'ultimo arrivato (entrato al 42'), che si gira e batte Julio Cesar.
A nulla serve il rigore realizzato da Pazzini per entrata di Mandanda da secondo giallo: sul 2-1 finisce la partita. Il Marsiglia supera il turno e si chiude definitivamente questo capitolo vincente della squadra che nel mondo aveva conquistato tutto.
[14/03/2012]
Stefano G.
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