Operazione antidroga dei Carabinieri della Stazione di Spinea che, nella tarda serata di ieri, hanno tratto in arresto due cittadini italiani, entrambi originari della zona, D.M., 47enne, e S.A., 26enne, responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
I soggetti, già conosciuti per precedenti specifici, sono stati fermati nella zona di via Calabria, nei pressi del S.E.R.T., dove da alcuni giorni i militari stavano effettuando un monitoraggio discreto, in virtù di alcune segnalazioni raccolte su presunto giro di spaccio nelle ore serali.
Dall’inizio della settimana, il monitoraggio era stato intensificato e focalizzato proprio sui due, notati più volte aggirarsi da quelle parti, con fare sospetto.
Nei pressi della struttura di assistenza, i militari in servizio di osservazione, nella serata di ieri, hanno registrato una serie di movimenti sospetti con altri soggetti. Intorno alle venti l’ennesimo contatto, con una ragazza giunta a piedi, con il solito scambio di “qualcosa”.
A quel punto è scattato il controllo dei militari, con siparietto: i due, vedendo i militari che giungevano in borghese, e pensando che fossero altri clienti, hanno addirittura proposto agli stessi l’acquisto di stupefacente. I due soggetti sono stati bloccati, identificati e sottoposti ad attività di verifica.
E’ emerso il possesso di varie dosi di hashish per un totale di circa 15 grammi e di qualche grammo di marjuana. Rinvenute, inoltre, alcune banconote di piccolo taglio, sequestrate unitamente alla sostanza stupefacente, in quanto ritenute il provento dell’attività di spaccio.
Al termine delle operazioni del caso, i due sono stati dichiarati in stato di arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, con successivo accompagnamento presso la casa circondariale di Venezia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente.
L’operazione di ieri, a riscontro dell’incessante attività di contrasto alla diffusione delle sostanze stupefacenti – ai vari livelli – posta in essere dall’Arma dei Carabinieri nel comprensorio, costituisce solo il primo anello dell’attività: sono, infatti, tuttora in corso specifici approfondimenti sull’operato dei due soggetti, nonché finalizzati a chiarire con certezza l’ampiezza del giro di spaccio.
Il fattore più preoccupante è rappresentato dalla presenza di minori tra i clienti, come rilevato dagli accertamenti posti in essere – e ad individuare le fonti di approvvigionamento della sostanza.
[20 gennaio 2011]
Mattia C.