"Un dolore incredibile, un silenzio che si fa fatica a riempire”.
"Matteo Miotto è morto per aver portato la luce della speranza, per aver combattuto per dare la possibilità a tanti altri uomini e donne di essere domani liberi e felici. Eppure, davanti alla sua morte non c‘è che il silenzio, un silenzio che ciascuno deve riempire con una preghiera, una riflessione, un pensiero”. E’ commosso Roberto Ciambetti, assessore regionale al Bilancio e agli enti locali nel manifestare
"tutto il mio personale cordoglio alla famiglia di Matteo Miotto e agli Alpini del 7° Reggimento di Belluno".
"Credo che l’intera città di Thiene, la Provincia di Vicenza e tutto il Veneto si stringono commossi attorno ai familiari di Matteo Miotto. Come Alpino sono solo commosso e non ho parole davanti a una Penna nera mozzata: come diceva Dino Buzzati, bellunese e uomo di profonda cultura montana, in questi casi il dolore è scritto su materiale così duro a paragone del quale il granito è burro, un materiale così duro che non basta una eternità a scalfirlo".
"Matteo Miotto, la nostra ultima Penna nera mozzata in questo 2010 tragico, ci fa andare a tutti i 35 caduti dal 2004 in questa missione di Pace, contro il terrorismo in Afghanistan, per la libertà e la giustizia. Ma questa morte, oggi ci sembra così assurda a Camp Snow, nella valle del Gulistan, così lontano da casa e da quanti lo amano" ha concluso Ciambetti.
[31 dicembre 2010]
"Matteo Miotto è morto per aver portato la luce della speranza, per aver combattuto per dare la possibilità a tanti altri uomini e donne di essere domani liberi e felici. Eppure, davanti alla sua morte non c‘è che il silenzio, un silenzio che ciascuno deve riempire con una preghiera, una riflessione, un pensiero”. E’ commosso Roberto Ciambetti, assessore regionale al Bilancio e agli enti locali nel manifestare
"tutto il mio personale cordoglio alla famiglia di Matteo Miotto e agli Alpini del 7° Reggimento di Belluno".
"Credo che l’intera città di Thiene, la Provincia di Vicenza e tutto il Veneto si stringono commossi attorno ai familiari di Matteo Miotto. Come Alpino sono solo commosso e non ho parole davanti a una Penna nera mozzata: come diceva Dino Buzzati, bellunese e uomo di profonda cultura montana, in questi casi il dolore è scritto su materiale così duro a paragone del quale il granito è burro, un materiale così duro che non basta una eternità a scalfirlo".
"Matteo Miotto, la nostra ultima Penna nera mozzata in questo 2010 tragico, ci fa andare a tutti i 35 caduti dal 2004 in questa missione di Pace, contro il terrorismo in Afghanistan, per la libertà e la giustizia. Ma questa morte, oggi ci sembra così assurda a Camp Snow, nella valle del Gulistan, così lontano da casa e da quanti lo amano" ha concluso Ciambetti.
[31 dicembre 2010]