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News - Categoria 'EDITORIALI'

(Presidente Ordine dei Giornalisti del Veneto)
[24/05] Una Legge vergognosa, che vuole limitare il diritto dei cittadini ad essere informati per proteggere la “casta” dei potenti di turno, e garantire loro l'impunità a cui maggiormente ambiscono: il silenzio dell'informazione.
Sto parlando del Disegno di Legge Alfano, impropriamente conosciuto come Ddl intercettazioni, ma che in realtà non si occupa soltanto di intercettazioni.

Il provvedimento in discussione in Commissione Giustizia al Senato prevede, infatti, l'introduzione di pesanti sanzioni economiche per gli editori, nonché sanzioni penali, ammende pecuniarie e sospensione dalla professione per i giornalisti che dovessero avere l'ardire di continuare a fare il proprio “mestiere”: cioè dare notizie ai propri lettori e telespettatori.
In particolare si vuole impedire la pubblicazione di tutte le notizie relative ad inchieste penali in corso prima dell'udienza preliminare. Il che significa, nei casi più complessi 4-5 anni e anche di più.


di Corrado Poli
Sono favorevole da sempre alla democrazia diretta. Non si contano le volte che ho riportato con ammirazione la frase di Thomas Jefferson il quale sosteneva di non conoscere miglior depositario del potere che il popolo stesso. A questa citazione ho sempre opposto, disapprovando, il verso del Tasso che, riferendosi agli arcana imperii, faceva dire a Re Torrismondo: i segreti di stato al folle volgo ben commessi non sono. Quindi dovrei simpatizzare con Berlusconi quando sostiene che la carica di Capo del Governo, in quanto scelto direttamente dal popolo, ha una maggiore legittimità rispetto a quella del Presidente della Repubblica e dei Presidenti di Camera e Senato nonchè dei membri della Corte Costituzionale.

Invece le cose non stanno così. Non mi appiglio al fatto, soltanto tecnico e formale, che in effetti nemmeno lui sarebbe stato eletto dal popolo, bensì stato nominato dal Capo dello Stato prima di ricevere la fiducia dal Parlamento. Possiamo assumere che nella Costituzione sostanziale di oggi, la legittimità del Capo del Governo (che per questo non è nemmeno più solo Presidente del Consiglio dei Ministri) derivi anche dall'investitura popolare. Fu per questo che considerai una gravissima scorrettezza democratica l'affidamento del Governo da parte di Scalfaro a D'Alema dopo la caduta del primo Prodi.


La Voce di Venezia esclusa dalla visita del Dalai Lama.

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Gentili lettori, come ormai saprete c'è stata la visita di Tenzin Gyatso, Sua Santità il Dalai Lama, che è arrivato a Venezia assieme ad una sua delegazione.

Tre le tappe previste dal cerimoniale: arrivo atteso a Palazzo Sant' Angelo sul Canal Grande, partecipazione al Consiglio Comunale dove ha ricevuto la cittadinanza onoraria e visita alla Biblioteca Marciana dove è stato accolto da un corteo d'onore ed ha ricevuto altri riconoscimenti.

Dell'intera giornata celebrativa la "Voce di Venezia" non è stata in grado di riferirvi alcunché, e di questo ci scusiamo con i nostri lettori.
I servizi stampa che assegnavano i permessi per assistere agli eventi hanno ritenuto di accogliere le richieste di altre testate giornalistiche ma non la nostra, pur presentata nei modi e nei tempi richiesti.

Sebbene sarebbe interessante verificare quante di queste siano arrivate prima, prendiamo atto che tutte le autorizzazioni sono state assegnate ad altre testate, ad agenzie di stampa, a fotografi accreditati, ecc.

Ci siamo trovati quindi davanti a due strade: riportarvi notizie dell'evento facendoci riferire a nostra volta da chi autorizzato ad assistere, oppure, più dignitoso e corretto, dirvi la verità: non abbiamo avuto informazioni da offrirvi, come stiamo facendo.

La pluralità e la qualità dell'informazione, a cui fa spesso riferimento anche Beppe Grillo quando segnala che l'Italia è agli ultimi posti nel mondo, sono attualmente queste: in certi momenti possono parlare solo sempre gli stessi.

Non importa, andiamo avanti. Continueremo a pubblicare i comunicati che ci invia il Comune di Venezia atti a promuovere le sue svariate iniziative, come quelli degli altri Enti d'altronde.

Andiamo avanti perchè è inutile evitare la realtà: "La Voce di Venezia" si poggia su un gruppo di persone che lavorano attrezzate solo di vero, disinteressato entusiamo. Non rappresenta e non sposta interessi economici e non gode di appoggi politici.

E su questa strada continueremo sentendoci, in questo, migliori degli altri.

l'editore

 

         
commenti:

"In qualità di operatore dell'informazione e utente in merito al tema della lobby dell'informazione, ho delle domande da porre ad ognuno.
Qualunque sia la posizione ricoperta all'interno della nostra società, mi auguro che chiunque sia in grado di rispondere in maniera indipendente.
Se, come nel caso del Dalai Lama, è stato permesso di vederlo solo nell'ambito di alcuni "momenti organizzati", in determinati orari adibiti alla stampa e solo per mezzo di determinati operatori, siamo sicuri che chi può organizzarne la visibilità, non ci stia vendendo qualcosa? Qualche idea, o meglio l'immagine che noi dobbiamo avere? 
Possiamo ancora parlare di Democrazia se possiamo scegliere solo tra ciò che vediamo, e ciò che vediamo è preselezionato da chi ci dice tra cosa scegliere?"
M. A. (10/02/09 - 11.35)


Nulla di nuovo sotto il sole. Immagino la delusione dei colleghi che si sentono rispondere che "devono stare fuori", ma questo è il sistema.
Sono una giornalista praticante e non è certo una novità che bisogna dare informazione su quanto deciso da altri e nel modo deciso da altri.
La vera indipendenza è una strada molto, molto difficile, se non impossibile.
A.L. (10/02/09 - 14.25)


oggi passavo per caso ed ho incrociato una scena patetica, aldilà del carisma del leader spirituale tibetano che non si discute e anzi lo accompagnava,
uno stuolo di accompagnatori, politici o no, non lo so, protagonisti di silenziose manovre per stargli più vicino possibile.
Vorrei dire a tutti loro che è possibile condividere le sue battaglie anche domani, altrimenti era solo un'occasione per venirgli vicino nella foto...
Luciano, Murano (10/02/09 - 20.17)


Esprimo tutta la mia solidarietà a "la voce di Venezia".
Mi schiero e condivido tutte le vostre perplessità su informazione e notizie "pilotate".
Complimenti.
Marina Torcinovich (10/02/09 - 21.49)


E' chiaro che così per sapere le cose dobbiamo comprare il gazzettino.
Buon segno ragazzi, mettetela così, vuol dire che potete dare fastidio.
M. D'Este (11/02/09 - 09.12)


Complimenti ai soliti noti. Pastette, ormai dappertutto pastette.
Angelo, Mestre (11/02/09 - 11.51)


Ragazzi, non prendetevela. Può darsi che (adesso) siate piccoli ma crescerete. A me La Voce di Venezia piace così com'è e la sto facendo conoscere a diverse persone. Avanti così...
Olga (11/02/09 - 14.06)
Unità abitanti a Venezia: - 618 nel 2008.

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La diminuzione demografica dei residenti a Venezia è in calo, ma è davvero una notizia positiva?
Nel 2007 la città (centro storico e isole) ha perso 900 abitanti, nel 2008 ne ha persi 618.
Ma li ha persi, comunque. Continua a perderne, quindi. Si considera anche questo aspetto?
Come sempre, c'e' il problema dell'interpretazione quando si leggono numeri.
Ad esempio, qualcuno ha parlato del valore percentuale? No.
Su un totale ipotetico di 100.000 abitanti quando se ne vanno il 10% se ne perdono 10.000.
Ma se la popolazione è costituita da 50.000 residenti e se ne perdono il 15% i cittadini perduti saranno 7.500.
Si può guardare con ottimismo il secondo caso perchè gli abitanti persi sono meno?
Ai competenti che hanno affidato alla stampa locale un'intonazione positiva sulla diminuzione dei numeri vorremmo chiedere: avete considerato l'età anagrafica media della popolazione in continua crescita? Da uno studio ULSS, i cittadini dai 75 anni in su sono quasi il 60%.
E' indubbio come l'aumento costante di questo dato senza un ricambio possa fisiologicamente portare solo ad un esaurimento.
E' stata fatta una telefonata all'anagrafe per avere il saldo delle nascite e della mortalità?
Allora, per favore, non parlateci di numeri positivi.
E consoliamoci che, se non si inverte la tendenza, tra qualche decade non ci sarà più nulla di cui disturbarsi a parlare.

Paolo Pradolin
Mattia Cagalli
In questo periodo di crisi internazionale che ha colpito praticamente ogni paese del globo terrestre, anche Venezia non da' segno di discostarsi dal trend mondiale, e i segnali sono veramente preoccupanti.

A farne le spese in modo maggiore sono le aziende artigiane, che si trovano costrette a chiudere le attività.

Sono ben cinquantacinque infatti quelle che hanno deciso di farlo entro l’anno. Un dato che deve far seriamente riflettere.

La Confartigianato in questi giorni si trova sommersa dalle richieste di cessazione di attività che non vedono rimedio, se non in una ripresa in questi ultimi mesi che, francamente, pare poco probabile.

Sono diversi i settori che nella laguna sembrano risentire maggiormente della congiuntura economica, settori sino a ieri intoccabili, ad esempio quello degli articoli di souvenirs turistici composto da prodotti orafi, del vetro e delle maschere simbolo dell’artigianato cittadino.

Il calo del fatturato medio è del 25%, e finché tale soglia rimane stabile tutto resiste, ma per la maggior parte delle società tale limite è stato superato. Ed è così che altre venti imprese artigiane sembra non vedranno la luce del 2009.

Poi ci sono le  imprese edili con tutte le loro sezioni di elettricisti, falegnami, pavimentisti e idraulici. Si trovano praticamente nella stessa condizione e Lionello Barbuio, presidente dell’ Ance, aveva già lanciato l’allarme, sottolineando che il settore lamenta perdite del 30% e l’offerta di lavoro è minima.

Nessun committente pubblico e pochissimi privati, i quali risultano restii ad investire; come se non bastasse la crisi delle banche stesse si ripercuote sulle aziende che si trovano a pagare crediti molto alti.

Cerchiamo un po' di ottimismo e troviamo che la Confartigianato si sta prodigando per migliorare la situazione partendo dal marchio di qualità.
Le aziende che aderiscono al progetto (una quarantina fino a questo momento) ricevono in cambio l’iscrizione ad un elenco con l’inserimento in un sito internet collegato a tutti quelli del centro storico.
Ricevono inoltre, un timbro da esporre nelle vetrine, che ne garantisce la qualità dei prodotti. Ovviamente le aziende si impegnano a garantire tale qualità.

Non sembra tutto perduto, prova ne sono le attività che stanno andando bene, come quelle del legno artistico, della grafica e dei cantieri nautici.
Va però ricordato che, a livello generale, sembra essere proprio la qualità che conta. E' infatti provato che chi la garantisce ha migliori probabilità di restare a galla.

Mattia Cagalli
Giorgia Pradolin
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Elezioni USA, vittoria storica per Obama. Ora le grandi sfide da affrontare.
La corsa del democratico Barack Hussein Obama è terminata con il classico happy end a cui gli americani sono tanto affezionati nei loro film.

Nonostante gli ultimi sondaggi lo definissero in vantaggio, la sua vittoria è sentita dalla gente di ogni nazione quasi come un miracolo, un segno che preannuncia una nuova era di feconda collaborazione tra paesi e razze, mentre nei giornali di tutto il mondo la sua foto viene accostata al titolo Mr. President e al numero 44.

Il 44° inquilino della Casa Bianca, il 1° a essere di colore.

Stamani Obama ha salutato la nazione con un discorso commovente, all’insegna dell'unità e della collaborazione che intende avere anche con il suo ex avversario, il repubblicano John Mccain.
Si è complimentanto per l’impegno e l’attaccamento al paese che Mccain ha dimostrato con il suo lavoro, non solo nella campagna elettorale: "ha fatto più di quanto possiamo immaginare".

Ciò che ha conquistato i milioni di elettori di Barack Obama è, senza dubbio, la capacità di comprendere la classe media e l’umiltà. L’umiltà delle sue origini, l’umiltà delle sue parole, l’umiltà dei suoi impegni a favore degli emarginati.

L’umiltà e un sogno, quello che Obama incarna nel suo stesso corpo, nella sua faccia pulita e nelle sue parole, il sogno che le cose possano cambiare. Perché la gente non ha mai smesso di credere nei sogni, e in un futuro migliore del presente.
Il primo segno di questo cambiamento negli Stati Uniti, nel mondo, è stata la sua candidatura. Abbiamo iniziato ad accarezzare l’idea che potesse accadere, ma senza sperarci troppo.

Da gennaio Obama dovrà dimostrare ai suoi elettori di essere all’altezza del compito assegnato, di saper portare il peso di essere l’uomo più potente del pianeta.
Noi della Voce di Venezia gli facciamo i nostri migliori auguri, nella speranza che Barack non passi alla storia solo per il primato della sua elezione, ma per le opere e il lavoro che sarà in grado di svolgere negli anni a venire.

Il prossimo presidente si troverà in una posizione difficile, non deludere le aspettative che la gente ha riposto nella sua elezione.
Non sarà semplice ma "Yes, we can", le parole magiche che hanno trasformato il sogno in realtà.

Giorgia Pradolin
Paolo Pradolin
thumb_vaporetto.jpg31 ottobre ultimo giorno.
Cacciari: "chiusa per scarso apprezzamento".
La "Linea 3" è andata. Morta e sepolta.

Quel simbolino azzurro che rappresentava la speranza di quelle poche decine di migliaia di persone che ancora si ostinano a voler abitare a Venezia, è scomparso.

Speranza in che cosa?
Nel fatto di contare ancora qualcosa per gli amministratori pubblici, sempre più proiettati all'indotto turistico.
Nel fatto di poter finalmente salire su un mezzo pubblico senza spinte, senza dover far attenzione alle mosse di zaini ciclopici e pesanti trolley.
Nel fatto di non essere più ignorati dalle persone che, ammaliate dalla visuale, impediscono lo sbarco, e che spesso guardano brutto nel lasciar passare.
Nel fatto di non essere più costretti a viaggiare accanto a visitatori che riposano i piedi stanchi sul sedile di fronte.

La notizia non arriva però inaspettata.
Lo si doveva capire da quando era iniziata la promiscuità a causa di uno scatto di nervi vedendo un mezzo troppo vuoto.
Lo si doveva capire da quando i vertici ACTV hanno cominciato a parlare di costi e conti in rosso.

Hanno trascurato però di ricordare che l'attivazione della "Linea 3" era stata una delle cause degli ultimi aumenti degli abbonamenti (che sia prevista una riduzione ora?).
Hanno trascurato anche di parlarci dei costi di IMOB (che funziona come funziona) e dei costi della dotazione di palmari per il personale comprata 2 volte perchè finita sott'acqua per l'incuria di non averla sistemata dove non poteva arrivare l'acqua alta.

La comunicazione da parte del sindaco è drastica: "Fine per scarso apprezzamento degli stessi utenti", dimenticando però la manifesta volontà di sabotare l'iniziativa dal principio.
Nata prima per fare finecorsa a San Marco (forse non si è pensato subito che all'Arsenale, ai Giardini, a Sant'Elena e al Lido ci fossero dei residenti) e dimezzandone la frequenza dopo.

I commenti della cittadinanza sono di consapevole fatalismo, accomunati nella dignitosa speranza che ci sia almeno un errore nelle dichiarazioni del sindaco riportate da "Corriere della Sera.it".
Cacciari, pensando di intensificare le corse della "Linea 1" avrebbe dichiarato:
"Basterà? Più di così non si può fare; che cosa vogliono ancora i veneziani? Il motoscafo sotto casa?».

Speriamo ci sia un errore.

Ci deve essere un errore.

Paolo Pradolin
Mattia Cagalli
Risulta incredibile come i mass-media siano in grado di indirizzare l'opinione degli spettatori sui personaggi vittime dei fatti di cronaca.

Un aggettivo molto usato per definire i giovani che si trovano invischiati in vicende illegali che portano addirittura alla morte degli stessi, è quello di "bravi ragazzi".I nostri telegiornali sono pieni di "bravi ragazzi" che non volevano ma hanno agito, che non sapevano ma hanno fatto. Nella nostra epoca l'ignoranza non può essere più accettata, da prima delle tavole di Mosè si sa che uccidere è sbagliato, da più di quarant'anni conosciamo gli effetti degli stupefacenti e nulla può quindi giustificare tali atti.

Allora perché? Perché si vogliono dipingere gli autori di azioni negative, come vittime ignare di un sistema o di una società più grandi di loro? Incapaci di pensare o ragionare con la loro testa? Incapaci di dire no!

Lo avrete certamente notato, ogni qual volta che un ragazzo è autore attivo o passivo di una notizia di cronaca nera, i giornalisti sono pronti a tesserne le lodi e gli aspetti positivi dell'animo: faceva volontariato dicono gli amici; era uno con la testa sulle spalle confermano i vicini; era taciturno e riservato ma sempre buono e disponibile con tutti, ribattono gli abitanti del paese.

È sempre la stessa tiritera, condita dall'immancabile commento dei genitori "Non abbiamo mai sospettato di nulla, era così tranquillo".

Probabilmente le ragioni che spingono a ripulire l'immagine della faccia nei servizi del tg e sui giornali, serve a parare le famiglie da un possibile linciaggio, da un eventuale discriminazione ma per questo non bisogna mentire, non bisogna ridisegnare la mente del criminale (seppur giovane), per farlo apparire migliore di come i fatti che lo stanno mostrando. Certo dietro un crimine c'è più del crimine stesso, c'è una persona ma non una "brava persona".

Perché i bravi ragazzi sono altri, non finiscono in mezzo alle risse da stadio, non picchiano uno qualunque per una sigaretta, sanno che le droghe fanno male.

I bravi ragazzi, quelli veri, restano nell'anonimato delle cronache.

Mattia Cagalli
Giorgia Pradolin
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Venerdì mattina a Venezia, nella sede dell'Ordine dei Giornalisti del Veneto, ho avuto l'onore e il piacere di ricevere un riconoscimento per il lavoro che stiamo cercando di portare avanti con "La Voce di Venezia".

Alla presenza di numerosi prestigiosi colleghi, al termine di un assemblea molto partecipata, mi è stata consegnata una borsa di studio in considerazione del progetto che porteremo avanti nei prossimi mesi, la prossima frontiera che dovrà vederci ancora più coinvolti nel cercare di avvicinarci alle gentili persone (quasi 20.000 in tre mesi: grazie!) che quotidianamente fruiscono del nostro sito: una radio.

Una radio di Venezia, una radio per Venezia, per i veneziani, ma non solo.

Molto semplicemente, attraverso le pagine del sito sarà possibile ascoltare le consuete trasmissioni musicali e di intrattenimento di una qualsiasi stazione radiofonica, affiancati però a programmi di informazione, a notiziari, nazionali ma anche locali, a trasmissioni che parlino e promuovano la nostra città, la sua cultura, la sua storia, le sue tradizioni.

Il riconoscimento ricevuto oggi ha inoltre doppio valore per me, perchè è un premio istituito alla Memoria di Massimiliano Goattin, amico e collega di grande valore che ho avuto la fortuna di conoscere.

Una delle personalità più brillanti votate al giornalismo che io abbia incontrato, già avviato, nonostante la giovanissima età, a fulgida carriera, dolorosamente troppo presto perduto.

Io e miei compagni faremo di tutto per non deludere le attese, per essere all'altezza di questo riconoscimento che, lo ribadisco, ha un valore simbolico altissimo per me, perchè intitolato a Massimiliano e perchè proveniente dalla sua famiglia.

Grazie.

Giorgia Pradolin

(se vuoi vedere la premiazione clicca qui)
Davide Camera
Semplicemente perché la mia voce, peraltro non inserita inizialmente da me, è stata cancellata, dato che evidentemente non attiene alle linee guida dell’enciclopedia on line, dove paradossalmente ho invece trovato anche una voce legata all’organo maschile, che ho notato che qualcuno propone per la modifica ma non per la cancellazione…

bizzarrie di un’enciclopedia che è utilissima per noi giornalisti per risalire alle biografie, ma che dal momento che ha molti autori, contiene anche qualche perla.

Ma tant’è: del resto c’è chi ha espresso dubbi, ad esempio,  anche sulla presenza di Monica Gasparini del Tg 5 nelle pagine dell’enciclopedia.
 
Oltretutto, ho visto che esiste qualche sito che fa il verso a Wikipedia usando ironia a palate nella medesima impaginazione, e questo significa che nell'immaginario collettivo, malgrado la buona volontà di chi opera nella community, non è ancora considerata alla stregua di una Treccani.

In ogni caso me ne farò una ragione: 30 anni di mestiere possono non bastare per avere la dignità di una voce nell' "enciclopedia aperta della rete". In ogni caso, visto che probabilmente non vincerò mai il Pulitzer e difficilmente arriverò a testate notissime, va bene così, dato che godo di buona salute… facendo i debiti scongiuri…

Se invece la mia carriera dovesse subire un’improvvisa quanto al momento difficile impennata… beh, a quel punto sarò io, personalmente, a cancellare eventuali voci enciclopediche che mi riguardino… senza alcuna animosità, sia chiaro. Ma va bene così.

Davide Camera
(www.davidecamera.com)
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