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'Gocce d'Arte per tutti. Di Giorgio Pilla'

Cristiano Vettore
Vorrei per una volta, questa volta, portarvi verso l’orizzonte anzichè voltarmi per parlare del passato, ancorchè si tratti di un gran passato, come ho fatto spesso nel corso degli ultimi tempi.
L’occasione si presenta con la visita alla mostra di un Artista con caratteristiche particolari, invitato ad esporre in situazioni decisamente fuori della norma, pur tuttavia di estremo valore, poichè lo spazio espositivo è il foyer di un teatro di provincia in occasione delle manifestazioni di prosa, che gli organizzatori hanno ben pensato di abbinare con risultati assai piacevoli poichè gli Artisti invitati hanno la possibilità di presentare le loro opere ad una “ platea “ vasta e, talvolta,
Cristiano Vettore
Alla ininterrotta epidermide della laguna fanno da contraltare le svettanti cime di montagne che hanno visto il nascere della terra stessa e la cui corporeità immaginata dall’Artista sono quei lanosi filamenti avviluppati senza soluzione di continuità che sembrano sostenere la luce che li trapassa donando, talora, la solidità di un chiaro scuro come un respiro, un momento di relax nel gioco strutturale che la tecnica del segno permette all’Autore.
In tali opere si percepisce, come non mai, un afflato amoroso che si coniuga perfettamente con la certosina pazienza che muove l’esecutore, il quale nulla lascia al caso, oppure alla facile messa in scena, ma desidera dar vita precisa anatomicamente al proprio pensiero che dev’essere un moto dell’anima ben coadiuvato da un preciso progetto tecnico che solo lo può sostenere.

Ed è questa la ragione della nostra meraviglia al cospetto di questi “quadri” ove tutto si palesa e appare quale visione onirica sul punto di scomparire, metafora di un mondo agognato che si dona per un momento abbagliandoci con la sua luce per poi abbandonarci, lasciandoci soli su di un’isola di materialismo con il rammarico di ciò che non è stato, ma che avrebbe potuto essere.
Crediamo fermamente che da ciò derivi la titolazione che Cristiano ha voluto dare a questa serie di incisioni: “ I paesaggi interiori “. E’ così che l’Artista percepisce il senso delle sue “creature”, uno sgorgare di sentimenti appresi nel confrontarsi con una Natura virginale che conserva un’apertura su un mondo ultraterreno, traslato assoluto delle emozioni umane; non esiste il veduto è tutta atmosfera irreale, esente dal quotidiano, e ciò che maggiormente colpisce è la luce la quale, come già citato, si distende sul declinato metafisicamente si da avvolgerlo per trasformarlo in evento contemplativo. Non è casuale, allora, che Cristiano affermi come il “silenzio“ sia il suo compagno di lavoro, attestazione che avvalora il suo donarsi, poichè il solo “rumore” percepito nelle sue opere somiglia ad un anemos arcaico capace di avvolgerle e renderle testimoni dell’essenza animistica del suo pensiero.

Della mostra fanno parte anche alcuni disegni : “ Il ciclo delle Muse “ [ realizzati con grafite - acrilici - smalti e malte ] nei quali si mostrano volti di giovani ragazze, facenti parte del mondo della moda, che l’Autore ha preso a pretesto per creare degli splenditi ritratti iperrealisti, densi di una indagine psichica capace di scavare a fondo nell’animo dei soggetti, arricchiti da decorazioni a fondo oro con incisi colorati, i quali ricordano un certo decorativismo della secessione viennese, aventi lo scopo precipuo di alleggerire il contesto materialistico, ben espresso dal chiaroscuro, e donare alla raffigurazione un senso di “spiritualità” in antitesi con l’evento commercialistico che vogliono rappresentare.

Un cenno merita anche la sua attività di attento fotografo che rispecchia, facendo le debite differenziazioni tecniche, la sua inclinazione di indagatore capace di visitare l’animo altrui.
Insomma CRISTIANO VETTORE incisore, disegnatore, pittore e fotografo conferma pienamente il suo essere parte attiva di quel “filo” che, muovendosi dalla notte dei tempi, si avvia, ricco di “ téchnè “ , verso l’orizzonte dell’ARTE in grado di parlare ai nostri sensi feriti dalla barbarie materialistica.
E’ già una speranza !

Venezia, Febbraio 2013

Giorgio Pilla





Al Museo Correr di Piazza San Marco è stata inaugurata, il 29 Settembre, la grande Mostra retrospettiva di FRANCESCO GUARDI (1712\1793) uno dei grandi vedutisti veneziani del XVIII° secolo ( l’ultimo del periodo), in occasione del terzo centenario della nascita.
La Mostra organizzata dalla FONDAZIONE MUSEI CIVICI DI VENEZIA, è stata curata da Alberto Craievich e Filippo Pedrocco, con la direzione scientifica di Gabriella Belli e posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, suddivisa in cinque sezioni che ripercorrono l’evoluzione del percorso artistico di Guardi, documentando i diversi generi in cui il grande Artista si è cimentato.
Percorrere le sale dell’esposizione equivale ad un tuffo nella Venezia del ‘ 700 di cui possiamo
Ci sono, nella vita di un Artista, incontri che possono cambiare l’andamento della propria esistenza indirizzandolo verso questa oppure quella attività espressiva. Per ENZO SANTINI pittore, incisore, studioso di antiche tecniche pittoriche e calcografiche ( l’encausto e la litografia ) la via era tracciata sin dalla giovinezza per quell’abitudine al bello che nella sua Città pare materia peculiare per gli animi più sensibili. Se a questo si aggiunge la frequentazione di un oculato e preparato docente ( Leo Rossi ) capace di aprire le vie dell’Arte ad un fanciullo, possiamo intuire come il suo destino di Virtuoso fosse già compiuto.
Nelle austere, poderose sale del Palazzo delle Prigioni a Venezia, ospite del Circolo Artistico di Venezia, l’Artista Arturo Baldan ha allestito una mostra che indaga l’arte della pittura e della scultura, assumendo da ambedue le espressioni caratteristiche di forma e di colore, per inoltrarsi nei meandri dell’animo umano cercando di sondare quei sentimenti che, nel corso della storia dell’uomo, ogni essere ha provato rimanendone spesso prigioniero.
Al secondo piano della poderosa CA’ PESARO è allestita una Mostra, buona nella strutturazione formale, ma con qualche carenza di illuminazione, di uno dei Maestri della pittura veneziana, quello che, con tutta probabilità, possiamo definire “l’ultimo vedutista” capace tuttavia di introdursi con la sua curiosità creatrice fino alle soglie della seconda metà del XX° secolo, senza mai “tradire” le proprie radici veneziane, felice costruttore di moti scenici e misteriose miscele cromatiche, complice l’antica tecnica della “tempera veneziana” di cui ci svela i segreti un preparatissimo GIOVANNI SOCCOL che appare tra i curatori della mostra stessa unitamente a SILVIO FUSO - ELISA PRETE- CRISTIANO SANT ai quali noi tutti dobbiamo essere grati per le emozioni procurateci, tutti presenti nel bel Catalogo edito dalla Marsilio.
La mostra a Venezia dal 1 ottobre 2011 al 22 gennaio 2012, nella spettacolare Sala dello Scrutinio di Palazzo Ducale – cuore e simbolo della Serenissima – illustra i rapporti tra “Venezia e l’Egitto” nel corso di quasi due millenni.
Ci sono, nel corso della storia del mondo, persone, stati, città, entità morali che sopravvivono a loro stesse lasciando una traccia indelebile di ciò che hanno fatto moralmente e fisicamente pur scomparendo figurativamente per sempre oppure per un lasso di tempo, talvolta avendo perduto quei valori che le avevano distinte nel tempo del loro splendore etico e materiale.
A cura di Vittorio Sgarbi.
Gli Organizzatori hanno voluto riservare a questa Mostra alcune stanze appartate a Palazzo Grimani a Santa Maria Formosa, quasi a voler sottolineare l'aspetto intimistico di questa prestigiosa raccolta di opere di Fausto Pirandello, figlio del grande drammaturgo Luigi, mostrate al pubblico in occasione della Biennale di Venezia - Padiglione Italia 2011 quale iniziativa speciale per i 150 anni dell'Unità d'Italia, a cura di Vittorio Sgarbi.
di Giorgio Pilla
Ancora una volta Palazzo Grimani a S.M. Formosa ospita una meravigliosa Mostra. Sono tre opere, ma che opere! Trattasi dei tre grandi teleri ospitati, sin dalla loro creazione, eseguiti per mano del grande Paolo Caliari detto Il Veronese ( 1528/1588), sul soffitto della Chiesa di San Sebastiano e oggi prestati affinchè potessero essere visitati ed ammirati da tutti coloro che dell'Arte possiedono una precisa idea che coniughi etica bellezza e potenza contenutistica, figlie, quest'ultime, di una precisa visione del tempo in cui l'Artista visse e operò.
Dieci secoli di luce e di storia in esposizione per sancire la magia del vetro veneziano.
Nelle asettiche, eburnee sale del Museo Correr a Venezia è possibile visitare una Mostra che riporta alla luce, dopo quasi trent'anni di assenza, la misteriosa bellezza del vetro evidenziando oltre un millennio di attività delle antiche e moderne fornaci che, prima in Città, successivamente nell'Isola di Murano, hanno dato vita nel corso dei secoli ai meravigliosi prodotti di un'arte che scorre sul crinale tra attività artigianale ed artistiche apparizioni incorporee, suggestioni impalpabili che immagano lo spettatore, mettendo in forse la "liceità" della materia.
E' in corso a Palazzo Grimani , a Venezia, in quel di S.M.Formosa, una splendida Mini Mostra del Genio del Surrealismo antico Hieronymus Bosch, inaugurata il 19 Dicembre 2010, che rimarrà aperta sino al 20 Marzo 2011.
[28/11] Si è appena conclusa, presso le prestigiose sale della Fondazione Benetton - Studi Ricerche - Spazi Bomben di Treviso, una importante Mostra Personale antologica con dipinti di ultima generazione, dal 2008 al 2010, del Pittore trevigiano Guido Speranza, già presente nel 2008 presso la Sede Museale Santa Caterina, sempre a Treviso, e nel 2007 al Centro D'Arte San Vidal - U.C.A.I. di Venezia - Scoletta San Zaccaria.
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