| Giunta Orsoni, Sublagunare, quadrante: il Bortoluzzi pensiero A.B.) Caro Bortoluzzi, Orsoni è il nuovo Sindaco di Venezia, rispetto alla precedente amministrazione si nota una decisiva differenza o una continuazione nell’attuazione del programma?P.B.) Di primo acchito verrebbe voglia di dire che si nota una grande voglia di non fare: una catalessi fra l’essere in vacanza o il non sapere che fare. |
| L'arte come ponte fra oriente ed occidente: la famiglia Minozzi. [6/11] A.B. Cara Shamira, tu nasci Anna Minozzi poi ti dedichi all'arte egiziana e qualcosa cambia nella tua vita..Ho iniziato come artista ispirata all'antico Egitto, invaghita della sua cultura e dei geroglifici. Ora, tutti i segni della scrittura geroglifica sono delle immagini. Esse hanno sì, in quanto lettere alfabetiche, valore di suoni, ma conservando nettamente la loro forma precisa e definita, custodiscono il loro potere di immagine. In questo modo, anche se la maggior parte della gente che le osserva, nelle iscrizioni dei templi e delle tombe, non comprende il loro significato, rimane comunque affascinata dalla loro bellezza e sente che dietro c'è qualcosa di più di un semplice disegno. |
| In difesa dell'antica e preziosa Arte Vetraia approvata la mozione Lega Nord. ![]() [23/10] A.B.) Alessandro, la Regione ha approvato degli interventi atti ad aiutare la produzione artistica del Vetro di Murano, ma il Comune di Venezia, che è l’istituzione più vicina alle vetrerie, come sta operando? A.V.) Il sindaco ha inserito nelle Linee Programmatiche la promozione del vetro muranese, ma di fatto non hanno fatto nulla. Dalla giunta e dai consiglieri di maggioranza non è emersa una proposta concreta che possa aiutare questa importante produzione. Quello che è stato fatto fino ad ora è frutto dell’interessamento della Regione guidata da Zaia. |
| Un vulcano di idee, interessi, ed impegni a Dolo ![]() A.B. Cara Marina, Medico e Poetessa, puoi raccontarci di te? Partendo proprio dalle origini: nasco a Milano 64 anni fa. Tutti aspettavano un maschio e mi avrebbero chiamato Lucio, invece è nata Marina. Asilo ed Elementari alla scuola tedesca, poi la famiglia si trasferisce a Udine e quindi Medie e Liceo Classico (il mitico Liceo Stellini) a Udine. Credo di aver deciso da sempre di voler fare medicina, forse anche affascinata dallo zio pediatra. Quindi frequento a Padova e mi laureo, in pre-appello della sessione estiva del VI anno. In fretta perché mi aspettava una borsa di studio per frequentare per 4 mesi la banca degli Occhi all’Università di Iowa City in Iowa-USA. Esperienza fantastica che mi ha maturato come persona e mi ha insegnato a destreggiarmi con l’inglese che avevo praticato poco e solamente sui libri. Al mio ritorno dagli States vengo assunta nella divisione oculistica dell’Ospedale di Dolo dove ho trovato nel Prof Lanzieri un vero maestro di vita e di professione. A Dolo ho subito messo in pratica le tecniche apprese di crioconservazione dei tessuti corneali apprese alla banca degli Occhi di Iowa City ed ho dato inizio alla prima Banca degli Occhi italiana. Insieme a mio marito, siamo andati in Kenia ed abbiamo lavorato come volontari alla Missione della Consolata di Wamba. |
| Da Castel di Godego all'Uruguay, quando a migrare eravamo noi. ![]() A.B. Cara Cristina, tu sei discendente di emigranti veneti venuti in Uruguay, ci puoi raccontare la storia della tua famiglia? C.S. I miei antenati hanno lasciato l'Italia all'inizio del XX secolo per tentare fortuna in America Latina, come fecero molti altri veneti in quel tempo. Mario Santi, il mio bisnonno era nativo della provincia di Treviso ed ha viaggiato in barca con alcuni dei suoi fratelli, fin ad arrivare a Buenos Aires, poi si è trasferito a Montevideo dove ha conosciuto e sposato una donna di origine francese. La sua città natale, era Castello di Godego, un piccolo comune confinante con Castelfranco Veneto. Devo ammettere di non sapere cosa facesse in veneto, ma quando si trasferì in Uruguay si dedicò ad affittare carrozze con cavalli. |
| Valentina Busato, una ricercatrice che ama la terza età. ![]() A.B. Cara Valentina, hai 33 anni, eppure da anni ti occupi di Terza età ma perchè una giovane si avvicina a questo campo così distante dagli interessi della nostra generazione? V.B. Penso sia qualcosa di innato, che nasce e cresce con te… per quanto mi riguarda ricordo che sin da piccola i miei genitori mi hanno sempre sensibilizzata nell’aiutare gli anziani. Col passare degli anni, e col percorso di studio intrapreso, la mia passione per il mondo della geriatria e gerontologia è via via aumentato proprio perchè ho avuto la fortuna di entrare in contatto con questo meraviglioso mondo che è la Terza età. Per sostenere la mia tesi, amo sempre concludere citando le parole di M. Stefania Turillazi Manfredi la quale asserisce: “Lavorare con i vecchi è un po’ come frugare in un vecchio baule, se lo si fa con curiosità e fantasia si possono trovare cose in qualche modo preziose”. |
| Lavoro nel sociale, volontariato, politica, poesia, il mondo di Giorgia ![]() A.B. Cara Giorgia, ma quanti interessi hai? Ci racconti un po’ di te? G.P. Comincio dicendo che sono ferrarese, arrivata giovanissima a Mestre per lavorare all'istituto per sordi avendo avuto ottimi voti alla specializzazione. Sono rimasta affascinata da questo lavoro, mi sentivo importante, è bellissimo avere la possibilità di insegnare ad un bambino a dire "mamma" e vedere poi la gioia negli occhi delle mamme! Anche se poi ho cambiato ambiente, il mondo dei sordi è rimasto il mio primo amore e tutt'ora quando ho l'opportunità di aiutarli e\o facilitarli, lo faccio con grande piacere. Nel frattempo sono cresciuta e diventata mamma anche io. L'inserimento nella scuola dei figli, i problemi scolastici, tempo pieno, mensa, insegnamento, mi hanno vista impegnata nei consigli di circolo e d'istituto da lì il passaggio alla politica è stata quasi ovvio. Quando la nostra società incontra qualche persona che si batte per ciò in cui crede, la delega facilmente e spinge perché continui a... lavorare. Cosa che ho fatto sempre con grande impegno!! |
| Venezia, scuola, Verso Nord, Italia, cultura: il Bortoluzzi pensiero ![]() A.B. Pietro Bortoluzzi Insegnante, Giornalista, Coordinatore PDL a Venezia, Consigliere Provinciale, ha un momento libero? Le giornate, si sa, durano (e lo dico sorridendo) solo 24 ore, ma per fortuna la mente umana è in grado di elaborare più pensieri contemporaneamente. Ovviamente, ironia a parte, molti momenti liberi non sempre riesco a trovarli: ma quando appaiono, allora tendo a riempirli subito! In fondo sono una persona fortunata: difficilmente riesco ad annoiarmi. |
| Cultura, politica, il Casanova letterato… Gardin ci racconta la “sua” Venezia A.B. Albert Gardin, ti va di parlare di te? A.G. Parlo di me come caso umano da offrire alla riflessione degli altri. Così come mi piace che anche gli altri parlino di se stessi perché dalle loro esperienze e riflessioni continuo a imparare. E leggo la storia per alimentare la mia conoscenza, storia di cui dobbiamo tutti essere protagonisti e non imboscati. A.B. Cosa resta dell’esperienza politica? A.G. La politica è un dovere per tutti. Non sono mai stato un professionista della politica ma vi dedico gran parte del mio impegno intellettuale e fisico. Molte mie energie, anche economiche, sono state continuamente investite in attività politiche, al servizio di cause in cui ho creduto e credo. Se non fosse stato così oggi non sarei meno ricco di Paperon de Paperoni. Invece, in termini di ricchezza, mi trovo a condividere piuttosto i problemi giornalieri di Paperino. Ma sono felice del mio impegno e delle mie scelte: la libertà, la giustizia, il rispetto dell’uomo, la causa veneta, ecc. In tutto questo mi aiuta la mia fede cristiana e la fiducia in Gesù Cristo. |
| Riscoprire la cultura vuol dire far rinascere una patria [04/07] A. B.: Caro Fabio, tu sei fra i fondatori della prima Liga Veneta, perché? Fabio Calzavara: Innanzitutto desidero precisare che non ho mai partecipato a nessun’altra forza politica. Contattai il gruppo nascente della Liga Veneta nel Settembre 1979 e sono tra i Soci Fondatori Cooptati successivamente alla sottoscrizione dell’atto fondativo avvenuto il 16 Gennaio 1980 dal notaio Todeschini a Padova. Avevo un unico preciso motivo per aderirvi: sostenere la proposta che avevo letto su dei manifesti scritti a mano e che parlava di Storia, Lingua e Patria Veneta. Da vari anni inserito nel mondo del lavoro, non riuscivo a capire come mai il vivere da persona onesta nello Stato italiano fosse così complicato, addirittura ostacolato... la risposta storico-culturale e politica della Liga Veneta ha dato risposta al quesito ed ha fatto capire che le cause erano da ricercarsi alle radici del problema: la creazione imposta con le armi di uno Stato italiano centralista ed oppressore dei Popoli al suo interno. [...] |
| Marco Zanon: io lotto per Venezia. ![]() A.B Cosa vuol dire essere Gondoliere oggi? Oggi fare il gondoliere per me è essere parte integrante di un passato che tenta in tutti i modi di resistere ad un presente sempre più feroce verso la città e le sue tradizioni. Noi abbiamo con il nostro lavoro il privilegio di rappresentare una città unica al mondo, e grazie alla nostra presenza se ancora oggi si parla a Venezia del moto ondoso (che distrugge sempre più rapidamente la città) e sempre grazie a noi che molte cose si tramandano da gondoliere a gondoliere ( come certi regolamenti che risalgono ancora al 700 ). Quando un turista sale nella nostra gondola ha subito la sensazione di ritornare indietro nel passato e noi di questo ne siamo molto fieri, essere un anello di congiunzione di un passato glorioso credo che non sia una cosa da tutti, vedere tutti i giorni una città come la nostra da una sensazione di grande fortuna e di privilegio. Sarà anche per questo che molti ci dicono che pensiamo di essere i padroni Venezia, credo che sia anche giusto che debba essere così, i gondolieri devono farsi rispettare e devono difendere la loro città dalle barche a motore e dai tanti vandali che la rovinano quotidianamente. |
| Ettore Beggiato: 150 anni d’Italia… ma noi siam veneti ![]() A.B. E. Beggiato, storico, politico, o…? E.B. semplicemente Veneto cosciente della propria identità. A.B. Quest’anno si festeggiano i 150 anni dell’Italia, 144 anni che noi veneti siamo italiani… E.B. Sono convintissimo che i Veneti non abbiano proprio nulla da festeggiare. Siamo stati annessi nel 1866 attraverso un plebiscito-truffa e da quel momento è iniziato uno dei periodi più drammatici della nostra storia: fame, miseria, disperazione che si conclusero con una emigrazione biblica…Cosa dobbiamo festeggiare noi Veneti ??? A.B. Ma perché continuare a definirci Veneti nel 2010? E.B. Siamo Veneti da almeno 3.200 anni; a questa Terra abbiamo dato il nome, abbiamo plasmato uno dei territori più belli al mondo, abbiamo una Storia come pochi altri popoli al mondo, abbiamo una Civiltà che ancor oggi, se non veniamo inquinati da altri modelli, ci permette di essere orgogliosi del nostro essere Veneti. Mi sembra sufficiente… |