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News - Categoria 'Protagonisti a Nord Est. Di Alessandro Bon'

Lavoro nel sociale, volontariato, politica, poesia, il mondo di Giorgia



A.B. Cara Giorgia, ma quanti interessi hai? Ci racconti un po’ di te?

G.P. Comincio dicendo che sono ferrarese, arrivata giovanissima a Mestre per lavorare all'istituto per sordi avendo avuto ottimi voti alla specializzazione. Sono rimasta affascinata da questo lavoro, mi sentivo importante, è bellissimo avere la possibilità di insegnare ad un bambino a dire  "mamma" e vedere poi la gioia negli occhi delle mamme!
Anche se poi ho cambiato ambiente, il mondo dei sordi è rimasto il mio primo amore e tutt'ora quando ho l'opportunità di aiutarli e\o facilitarli, lo faccio con grande piacere.
Nel frattempo sono cresciuta e diventata mamma anche io. L'inserimento nella scuola dei figli, i problemi scolastici, tempo pieno, mensa, insegnamento, mi hanno vista impegnata nei consigli di circolo e d'istituto da lì il passaggio alla politica è stata quasi ovvio. Quando la nostra società incontra qualche persona che si batte per ciò in cui crede, la delega facilmente e spinge perché continui a... lavorare. Cosa che ho fatto sempre con grande impegno!!

Venezia, scuola, Verso Nord, Italia, cultura: il Bortoluzzi pensiero


A.B. Pietro Bortoluzzi Insegnante, Giornalista, Coordinatore PDL a Venezia, Consigliere Provinciale, ha un momento libero?

Le giornate, si sa, durano (e lo dico sorridendo) solo 24 ore, ma per fortuna la mente umana è in grado di elaborare più pensieri contemporaneamente. Ovviamente, ironia a parte, molti momenti liberi non sempre riesco a trovarli: ma quando appaiono, allora tendo a riempirli subito! In fondo sono una persona fortunata: difficilmente riesco ad annoiarmi.

Un consigliere giovane e deciso: Alessandro Vianello




A.B. Alessandro Vianello, 28 anni, Segretario di Mestre e Consigliere Comunale, niente male, no?

A.V. grande soddisfazione per il risultato elettorale ottenuto visto che oltre essere uno dei più giovani del Consiglio sono il secondo ad avere preso più preferenze della mia lista. Questo risultato è frutto di anni di presenza sul territorio, ho ascoltato i cittadini e ho cercato di dare loro delle risposte. Essere consigliere a 28 anni in un comune così importante è una responsabilità notevole ma anche un’esperienza straordinaria.

Cultura, politica, il Casanova letterato… Gardin ci racconta la “sua” Venezia


A.B. Albert Gardin, ti va di parlare di te?

A.G. Parlo di me come caso umano da offrire alla riflessione degli altri. Così come mi piace che anche gli altri parlino di se stessi perché dalle loro esperienze e riflessioni continuo a imparare. E leggo la storia per alimentare la mia conoscenza, storia di cui dobbiamo tutti essere protagonisti e non imboscati.


A.B. Cosa resta dell’esperienza politica?

A.G. La politica è un dovere per tutti. Non sono mai stato un professionista della politica ma vi dedico gran parte del mio impegno intellettuale e fisico. Molte mie energie, anche economiche, sono state continuamente investite in attività politiche, al servizio di cause in cui ho creduto e credo. Se non fosse stato così oggi non sarei meno ricco di Paperon de Paperoni. Invece, in termini di ricchezza, mi trovo a condividere piuttosto i problemi giornalieri di Paperino. Ma sono felice del mio impegno e delle mie scelte: la libertà, la giustizia, il rispetto dell’uomo, la causa veneta, ecc. In tutto questo mi aiuta la mia fede cristiana e la fiducia in Gesù Cristo.

Riscoprire la cultura vuol dire far rinascere una patria

[04/07] A. B.: Caro Fabio, tu sei fra i fondatori della prima Liga Veneta, perché?

Fabio Calzavara: Innanzitutto desidero precisare che non ho mai partecipato a nessun’altra forza politica. Contattai il gruppo nascente della Liga Veneta nel Settembre 1979 e sono tra i Soci Fondatori Cooptati successivamente alla sottoscrizione dell’atto fondativo avvenuto il 16 Gennaio 1980 dal notaio Todeschini a Padova. Avevo un unico preciso motivo per aderirvi: sostenere la proposta che avevo letto su dei manifesti scritti a mano e che parlava di Storia, Lingua e Patria Veneta. Da vari anni inserito nel mondo del lavoro, non riuscivo a capire come mai il vivere da persona onesta nello Stato italiano fosse così complicato, addirittura ostacolato... la risposta storico-culturale e politica della Liga Veneta ha dato risposta al quesito ed ha fatto capire che le cause erano da ricercarsi alle radici del problema: la creazione imposta con le armi di uno Stato italiano centralista ed oppressore dei Popoli al suo interno. [...]
Marco Zanon: io lotto per Venezia.


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A.B Cosa vuol dire essere Gondoliere oggi?

Oggi fare il gondoliere per me è essere parte integrante di un passato che tenta in tutti i modi di resistere ad un presente sempre più feroce verso la città e le sue tradizioni. Noi abbiamo con il nostro lavoro il privilegio di rappresentare una città unica al mondo, e grazie alla nostra presenza se ancora oggi si parla a Venezia del moto ondoso (che distrugge sempre più rapidamente la città) e sempre grazie a noi che molte cose si tramandano da gondoliere a gondoliere ( come certi regolamenti che risalgono ancora al 700 ).
Quando un turista sale nella nostra gondola ha subito la sensazione di ritornare indietro nel passato e noi di questo ne siamo molto fieri, essere un anello di congiunzione di un passato glorioso credo che non sia una cosa da tutti, vedere tutti i giorni una città come la nostra da una sensazione di grande fortuna e di privilegio. Sarà anche per questo che molti ci dicono che pensiamo di essere i padroni Venezia,  credo che sia anche giusto che debba essere così, i gondolieri devono farsi rispettare e devono difendere la loro città dalle barche a motore e dai tanti vandali che la rovinano quotidianamente.


Ettore Beggiato: 150 anni d’Italia… ma noi siam veneti


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A.B. E. Beggiato, storico, politico, o…?

E.B. semplicemente Veneto cosciente della propria identità.


A.B. Quest’anno si festeggiano i 150 anni dell’Italia, 144 anni che noi veneti siamo italiani…

E.B. Sono convintissimo che i Veneti non abbiano proprio nulla da festeggiare. Siamo stati annessi nel 1866 attraverso un plebiscito-truffa e da quel momento è iniziato uno dei periodi più drammatici della nostra storia: fame, miseria, disperazione che si conclusero con una emigrazione biblica…Cosa dobbiamo festeggiare noi Veneti ???


A.B. Ma perché continuare a definirci Veneti nel 2010?

E.B. Siamo Veneti da almeno 3.200 anni; a questa Terra abbiamo dato il nome, abbiamo plasmato uno dei territori più belli al mondo, abbiamo una Storia come pochi altri popoli al mondo, abbiamo una Civiltà che ancor oggi, se non veniamo inquinati da altri modelli, ci permette di essere orgogliosi del nostro essere Veneti. Mi sembra sufficiente…


La Cina, un paese proiettato al Futuro.

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(Moreno Donadel)


A.B. Moreno Donadel, cosa ti ha avvicinato alla Cultura del Celeste Impero?

La loro cultura millenaria, le arti marziali, la medicina tradizionale e il taoismo. Da bambino sono stato attratto dalle arti marziali e dai film di Bruce Lee, da li ho incominciato ad interessarmi alla Cina.


A.B. Fra te e la Cina c’è una sorta di baratto: da Lei impari le Arti Marziali e tu Le insegni la nostra cultura musicale

Si, c’e’ molto da dare e molto da ricevere qui. Insegno musica da oltre 12 anni a Pechino,  faccio centinaia di concerti all’ Anno sia di musica classica sia di musica jazz, non solo in Cina ma in tutta l’ Asia. Non penso che in Italia avrei una attività concertistica così piena. Anche il mio rapporto con le arti marziali e’ cambiato molto da quando sono venuto qui. Ho scoperto il loro vero volto, entrando nella loro filosofia. In Italia questa cultura non è ancora realmente capita.


A.B. Dobbiamo temere la Cina?


Gianfranco Cavallin: il Veneto, una storia negata

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(Gianfranco Cavallin)



A.B. Gianfranco Cavallin, piccola presentazione


G.C. Sono nato a Padova. Ho conseguito una Laurea in Lettere, un diploma all’I.S.E.F., una Laurea in Scienze Motorie e un master in Relazione Umane per dirigenti d'azienda. Ho fatto una breve esperienza di lavoro negli U.S.A. a fine anni sessanta e da quell'esperienza iniziò il mio cambiamento.
Lì, mi resi conto che il cancro delle diversità è lo "stato unitario" la cui cultura è quella del gregge, che è il fondamento di tutti i regimi appiattenti come lo sono il comunismo e il fascismo. Partii "unitario" e tornai "federale".


A.B. Lingua Veneta o dialetto, perché tanto interesse su questo tema che può sembrare una “sottigliezza”?

G.C.  Se non fosse importante gli Ebrei non avrebbero riesumato la loro antica lingua che quasi nessuno parlava più. Oggi "dialetto" è sinonimo di inferiorità e ignoranza, la Lingua veneta è una lingua culturale e storicamente importante, salvarla significa salvare la nostra diversità.


Marco Pirina e la vera storia della Guerra Civile Italiana.

A.B. Buongiorno Dott. Pirina, molti dei nostri lettori non la conoscono, ma Lei chi è?

M.P. Sono nato a Venezia nel 1943, da famiglia friulana. Sono coniugato e dopo una permanenza a Roma, ove ho svolto attività di Dirigente Industriale dal 1982, risiedo a Pordenone, dove nel 1988 ho fondato il Centro Studi e Ricerche Storiche “Silentes Loquimur”, che dal 2008, è inserito al 1° posto nella Tabella degli Istituti Storici di “notevole interesse regionale” dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e gode dal 2009 del Patrocinio della Regione Veneto, per le ricerche storiche sulle vicende delle foibe e dell’esodo dell’Istria, Venezia Giulia e Dalmazia.


A.B. Fuori dai denti, ma si diverte a far arrabbiare la sinistra?

M.P. Le mie ricerche, il recupero degli infoibati nel Bus de La Lum, del 12.5.1992, i miei 25 libri, hanno rotto il silenzio dei vivi ed il conformismo ipocrita di una storia di parte, scritta con la penna dei “vincitori”, negazionista, non solo della Verità ma anche del concetto della Libertà e del rispetto della memoria e della vita di uomini e donne che rappresentano la Storia vissuta e subita. Se qualcuno si arrabbia, si riconosca nel suo ruolo di vestale del silenzio e conquisti la sua libertà, che io ho come principio di vita nel rispetto della libertà  e della memoria altrui.


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