Nuovi arrivi in casa Inter. I nomi del calciomercato di gennaio

L’Inter per la prima volta dopo 2 mesi si trova davanti ad una partita decisiva e imbocca la strada sbagliata. In semifinale di Coppa Italia vola con merito la Lazio, intelligente e furba nel costruire il 2-0, solida e tenace nel difendere il 2-1 dal disperato assalto finale dell’Inter.
La squadra di Inzaghi esce dalle secche di una minicrisi grazie ad una tecnica collaudata e vecchia come il cucco: attesa e ripartenze veloci, vista l’attitudine recente dell’Inter a gettarsi all’attacco.

La magica serie di Pioli si interrompe dopo 9 vittorie di fila, però l’Inter ha lottato fino alla fine (anche troppo, diceva qualcuno che pensava al prossimo incontro con la Juve) con il rischio di spendere tutto ai supplementari.

Pioli ha deciso di fare riposare Icardi, Medel e Gagliardini, ma per i primi 20 minuti l’Inter alternativa si è mossa bene come quella titolare. La manovra d’attacco si sviluppava a buon ritmo e funzionava il recupero palla alto. Così arrivavano due volte al tiro Perisic (fuori) e Kondogbia, che colpiva il palo esterno proprio dopo un’esemplare azione di pressing a tenaglia di Ansaldi e Palacio su Biglia al limite dell’area laziale.

Ma la squadra di Inzaghi aspettava solo l’attimo buono per affondare e lo ha trovato quando, su un cross da sinistra di Lulic, Ansaldi, che la sua amnesia deve sempre averla, ha fallito la diagonale su Felipe Anderson che inzuccava comodo. Non solo: protesi alla ricerca del pari, i nerazzurri offrivano alla Lazio due contropiedi con altrettante clamorose palle gol in un minuto, ma prima Immobile sparava alto dopo un liscio di Miranda, poi Anderson si faceva ipnotizzare da Handanovic in uscita.

La doppia mossa di Pioli a inizio ripresa era la più logica: fuori Banega e Palacio, dentro Icardi e Joao Mario. Poco dopo, però, Biglia raddoppiava su rigore e il modo in cui i biancocelesti lo conquistavano era il chiaro segno della confusione mentale interista: Joao Mario perdeva palla con sufficienza sulla trequarti laziale; Murgia, bravo esordiente, lanciava svelto per Immobile che, furbo, visto il limite dell’area ci entrava e si lasciava cadere. Miranda guadagnava un rigore contro e un rosso diretto per aver cercato di fermarlo da un arbitro che certo non simpatizzava per i nerazzurri, visto che poco dopo ne negherà uno a quei colori.

A un quarto d’ora dalla fine Radu prendeva il secondo giallo, così in 10 contro 10 la partita diventava bellissima e drammatica. L’Inter spingeva, la Lazio tremava, e al 39’ Brozovic con un geniale pallonetto di testa pescava il 2-1 della speranza. Col rombo di San Siro a sospingerla, la squadra di Pioli metteva la Lazio all’angolo, ma ormai era troppo tardi.


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A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

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