5 per mille a chi dare

Aminatta Forna il ricordo dell'amore

“Prima, c’è stato un prima, e c’è adesso. E in mezzo, un vuoto senza sogni”

Secondo romanzo per Aminatta Forna questo ‘Il ricordo dell’amore’ (Traduzione di Annarita Guarnieri) edito da Cavallo di Ferro, che ci porta con emozione, poesia in un racconto drammatico, doloroso, che si insinua dentro di noi lentamente e ci lacera pian piano nel narrarci la drammatica situazione delle Guerre civili in Sierra Leone.

Forna, con la sua prosa, riesce perfettamente a catturare ogni dettaglio della vita dopo la più sanguinosa delle guerre civili della storia Africana e porta anche noi, spettatori di un paese lontano, a soffrire e a vivere le vicende che toccano i protagonisti.

Questi stessi protagonisti vengono tratteggiati con immensa cura e ogni loro aspetto non è mai tralasciato, permettendo al lettore un completo coinvolgimento oltre che una completa empatia.

Dopo giorni passati a leggere le loro storie, qualcosa di loro continua a riverberare ancora nelle nostre vite come un eco lontano, ma comunque presente di quello che abbiamo letto.

Sì perché se rimane la sofferenza di Adrian, come di Kai, o di Elias tanto quanto di Mamakay, risalta anche il loro coraggio, la loro forza contro la furia, il furore, come viene definita nel libro, della guerra e della guerriglia. I personaggi femminili, forse leggermente un po’ più sullo sfondo rispetto a quelli maschili che, addirittura, finiscono per fondersi tra di loro dando vita ad unico grande personaggio, diventano però il perno su cui ruotano le vicende. Sono loro, infatti, il motore dell’amore, passato o presente che esso sia, sono loro che tengono accese le luci, in una corrente elettrica alternata, dei cuori dei personaggi maschili.

“Non hai mai notato come nessuno parli mai di niente? Di quello che è successo qui. Della guerra. Di prima della guerra. E’ come se fosse un segreto”

I ricordi sono un altro elemento sulla quale si costruisce questa narrazione così affilata ed intelligente, dove ogni pezzo, man mano che si procede trova la sua giusta collocazione, trascinandoci in una lettura che lascerà il segno.

Abbiamo avuto l’occasione di scambiare due parole con l’autrice del libro, Aminatta Forna, ecco cosa ha risposto alle nostre domande.

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A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

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