Hellas Verona, ora per la salvezza serve un miracolo

Sia chiaro fin dalle prime righe di questo articolo: la vittoria contro il Cagliari non cambia assolutamente per la situazione dell’Hellas Verona.

L’uno a zero maturato solamente di rigore è stato un giusto regalo del Var che mai avrebbe trovato altrimenti la via del goal. nemmeno se si fosse giocato altri novanta minuti.

Una prestazione quella degli uomini di Pecchia, in realtà assai deludente, figlia anche di scelte di formazione cervellotiche dell’allenatore. Dal povero Fares, esterno d’attacco naturale, costretto al ruolo di terzino per die anni e misteriosa punta centrale con gli isolani. Bianchetti, centrale appena tornato da un lungo infortunio, gettato immediatamente nella mischia da terzino. Verde, miglior giocatore al momento, in panchina a far la muffa e Felicioli, unico terzino sinistro di ruolo…. Riserva del peggior elemento veronese. Suprayen.

E nonostante la volontà dell’allenatore di Formia, di farsi insultare dal pubblico che già non lo ama, i Gialloblù hanno incrociato una squadra messa peggio e hanno vinto.

A proposito di Pecchia, insulti e feeling mai nato con la tifoseria scaligera, qualcosa va detto nei confronti dell’atteggiamento degli stessi durante la partita.

Premesso che la sconfitta di Benevento è un’onta indimenticabile, soprattutto per come è arrivata e la vittoria tutt’altro che convincente di domenica è solamente un episodio. Premesso anche che questa squadra ha più volte illuso e prontamente affossato l’entusiasmo del pubblico, il comportamento dei supporters gialloblù resta piccolo e provinciale.

La contestazione sia chiaro è legittima, sarebbe stata più efficace lasciando vuoti gli spalti ma comunque ci sta. Ridicoli invece i rimbrotti alla lettura della formazione e lo speaker costretto a non annunciare il nome di Pecchi per evitargli ululati di scherno.

Ancora più grave e fischi a fine partita, alla formazione che tentava inutilmente di avvicinarsi alla curva. E’ questa l’idea di supporto che le vecchie brigate hanno?

Non si diceva che durante la partita la squadra va sempre e comunque aiutata? Questo atteggiamento è molto simile a quello dei tifosi tanto odiati degli scaligeri.

La salvezza resta una utopia, trovare avversari messi peggio e ottenere almeno altre cinque vittorie da qui alla fine è impresa impossibile.

Anche in caso di salvezza miracolosa, la dirigenza (quale? Allenatore e Ds sono da cambiare), si troveranno ad affrontare una rifondazione totale, l’ennesima nei pochi anni della presidenza Setti. Il futuro è nebuloso, in A o in serie B.

SHARE
Mattia Cagalli
Fin dalla prima ora tra i fondatori di questo Giornale, è giornalista, scrittore e regista cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione, si occupa anche di calcio e del Verona, sue grandi passioni.

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here