luigi brugnaro reyer mestre

Il coro che una parte delle persone presenti al Palasport Taliercio domenica scorsa ha rivolto all’indirizzo dei trevigiani, è espressione di un modo di sostenere la Reyer che non mi trova d’accordo.

A scanso di equivoci, se essere tifoso di questa Società significa ciò, non sono più disposto sin da subito ad impegnare la mia persona e le mie risorse in questo progetto.

La Reyer è storicamente simbolo di aggregazione e non di divisione e contrapposizione.

Questo avevano in mente i suoi fondatori nel 1872 e questo intendevo ereditare e valorizzare nel 2006 quando ho riunito le compagini maschile e femminile, con la prima che militava in serie B contando sulla presenza appena di una ventina di appassionati durante le partite.

Sono convinto che, oggi, dobbiamo compiere un salto culturale. Non è in discussione la venezianità né tanto meno la reyerinità. Il punto è un altro: è possibile tifare a favore, evitando provocazioni, offese e discriminazioni? Continuare a ragionare in termini campanilistici, con il pretesto della goliardia, vuol dire avere lo sguardo corto, mentre questa fase storica, con i relativi risvolti socioeconomici, impone di mettere assieme le forze e procedere compatti.

La sfida imprescindibile che abbiamo davanti è costruire, tutti assieme, una grande Venezia metropolitana, capace di competere nei migliori palcoscenici internazionali.

Con questo obiettivo, io penso che lo sport possa essere l’emblema di un territorio per il quale si impone un nuovo rinascimento per il bene delle generazioni attuali e soprattutto di quelle future, senza prescindere da uno spirito comune.

Il tifo è una componente fondamentale di un’identità e di un senso di appartenenza che per essere esaltate non necessitano dell’attacco gratuito nei confronti di altri di diversa provenienza, tanto più se furbescamente mascherato e giustificato come uno scherzo.

Non si deve mai trascendere, a maggior ragione quando il destinatario del coro non è un avversario.

Come l’ho pensata io, la Reyer è di chi la ama, un grande progetto aperto al futuro che mette a disposizione la sua storia e i suoi valori per unire trasversalmente chi con libertà e passione desidera condividerne il cammino.

A tutti coloro – tifosi, simpatizzanti, sponsor, famiglie, dirigenti, atleti, collaboratori e quanti altri – che concordano con questo approccio, chiedo di far sentire forte la propria voce ed esprimere il bisogno di questo cambiamento.

Diversamente, non esiterò a prenderne atto, con le conseguenze del caso e non accetterò nessuna dietrologia rispetto alla decisione di farmi da parte.

Luigi Brugnaro
Presidente Umana Reyer

[04/02/2014]

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