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avengers age of ultron iron legion

“Avengers : age of Ultron” è il secondo capitolo della saga-ammucchiata che vede alcune eccellenze Marvel riunite da Nick Fury, capo della S.H.I.E.L.D., trovarsi senza leader e creare una Legione, la Iron Legion, capitanata da Tony Stark/Iron Man a difesa della terra.
I cattivi dell’Hydra sono in possesso dello scettro di Loki, fratellastro di Thor che viene recuperato dalla Legion per scoprire che all’interno c’è un’intelligenza artificiale potentissima.
Due fratelli gemelli, creazioni del capo dell’Hydra, da principio si frappongono agli Avengers. In particolare Wanda, capace di entrare nelle menti evoca un futuro di distruzione nelle visioni di Tony Stark. Questi, arbitrariamente, decide di servirsi dell’intelligenza artificiale per creare un supereroe portatore di pace denominato Ultron. Quest’ultimo si attiva e, prevedendo, grazie alla lettura dei dati di Stark, un pianeta invaso da armi e guerre, decide di fare tabula rasa dell’umanità. Fare il male per produrre un bene: la avengers age of ultron BOX2saggezza da sempre ci dice che dal male non può nascere che male. Segue l’ennesima avventura ripartita in canoniche fasi: un antefatto di combattimento. Distensione-combattimento-distensione-combattimento-conclusione.

Tutto qui; il nuovo capitolo di Avengers ripete una formula che in verità, se scrostiamo la patina di complessità, ripete una struttra riscontrabile nella più canonica delle narrazioni. Simile, molto simile ai James Bond, a partire dal numero 2. Non c’è che dire, Stan Lee sa come fare affari; il cast è per l’ennesima volta di alto livello. Robert Downey jr. guida la squadra, sempre nei panni del fascinoso, ironico ma amaro Iron Man; con lui Scarlett Johansson, Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Chris Evans, Jeremy Renner, Don Cheadle a cui si aggiungono Aaron Taylor Johnson e Elizabeth Olsen nei panni Adidas di Pietro e nei panni neogotici di Wanda, i gemelli Maximoff e l’apparizione (piuttosto riuscita) di uno James Spader rosso fuoco nei panni dell’Ultron-quello-buono.
Il valore ultimo dell’operazione è sempre quello: un intigante plot per chi ha quindici, sedici, massimo 20 anni (salvo fan sempiterni che potrebbero essere ottantenni col cervello di un ragazzino e vanno alle convention travestiti da Thor).
A loro le nuove chiavi per tradurre gli impicci della sceneggiatura. Per gli altri, quelli come me un po’ attempati e presbiti ma non troppo, in età transitiva, avvezzi a un cinema meno dinamico (cariatidi, insomma…) resta la sensazione di una leggera perdita di (passa)tempo, di essere entrati in un gioco che li riguarda relativamente. Ma non è solo perchè si è un po’ dei bacucchi: è proprio perché… son film per ragazzi. Punto e basta.

AVENGERS: AGE OF ULTRON (2015, REGIA Joss Whedon)

giovanni natoli columnist la voce di venezia

Giovanni Natoli

15/05/2015

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