84 anni, spinta a terra per rubarle la collanina. A Venezia sempre più anziani aggrediti

Vita sempre più dura per gli anziani a Venezia, vittime di furti e aggressioni per strada. E di sperimentata indifferenza.

Ecco oggi una brutta esperienza vissuta da una signora anziana che si somma ad altre, di segno odioso e crudele che si scaglia sulle persone anziane, che vengono aggredite e derubate fra calli e campielli. E’ accaduto in Campiello della Vida, vicino a Santa Margherita, la vittima è una signora di 84 anni: sta rientrando a casa dopo aver fatto la spesa.

Con una mano spinge il carrello, con l’altra appoggiata sul bastone che l’aiuta a sorreggersi, si accinge a percorre la ‘solita’ strada, quella che tutti i giorni la conduce nella sua abitazione, in un rituale che talvolta rimane l’unico momento di evasione della giornata.

Ed è in quel campiello che un uomo l’aggredisce alle spalle, le strappa il ciondolo della collana e per finire l’opera, la spinge a terra, la donna cade all’indietro fortunatamente sul carrello, e il malvivente le strappa la collana. Per un attimo lo vede in faccia, lo descrive come un uomo grande e grosso, ma ammette che non saprebbe riconoscerlo.

La signora viene subito soccorsa da una vicina, che affacciandosi alla finestra, ha visto la donna in difficoltà che cercava di rialzarsi e di riprendersi dalla paura e dallo smarrimento.

Crescono questi episodi incresciosi in città e sempre più ad essere presi di mira sono gli anziani, spesso donne. E’ accaduto al Ghetto a Febbraio, e ancora a Santo Stefano, in calle larga San Marco e nei pontili dell’Actv.

Borseggi, furti, danni, anche fisici, oltre a quelli morali, colpiscono gli anziani, che i delinquenti scelgono deliberatamente in quanto più deboli ed indifesi, consumando un vile crimine.

La polizia indaga e ammette che non è semplice arrivare al riconoscimento degli aggressori, si muovono come pedine sciolte in una comoda mappa variegata, non pensa siano organizzati, ma fautori di comportamenti singoli, così come si suol dire, improvvisati.

Se si pensa che Venezia è una città abitata da tanti anziani che vivono soli, spesso poco sorretti dalla famiglia e dalla società, talvolta derisi dai giovani affezionati al nuovo e al divenire, che si infastidiscono alla loro “vista”, che nei mezzi di trasporto occupano i posti loro destinati, nell’indifferenza generale.

E’ pur vero che non tutto è così e che ci sono altri mondi, più umani e solidali, ma queste mortificazioni ai danni degli anziani e dei più deboli in generale, sembrano vivere ai margini degli interessi comuni, l’indignazione per il fatto “del giorno” di cui si parla al momento, non fa crescere la solidarietà, la vicinanza in questa città, verso chi vive solo e si barcamena come può con le proprie forze.

Non scala grandi vette la cultura della condivisione alla vita anziana, che per sentirsi più sicura, senza delinquenti per strada, può sempre finire i suoi giorni in una casa di riposo.

Andreina Corso

(foto di repertorio)


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Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Cura gli approfondimenti, è giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.

Una persona ha commentato

  1. SINO A QUANDO NON VERRANNO APPLICATE LE PENE IN MANIERA SERIA PER TUTTI COLORO CHE COMPIONO REATI, LA SITUAZIONE SUCCITATA PRENDERA’ SEMPRE PIU’ PIEDE. UN GRAZIE AI NOSTRI GOVERNANTI CHE IN OGNI CASO NON INCORRONO IN QUESTI INCONVENIENTI PERCHE’ PROTETTI DALLA SCORTA CHE NOI GLI PAGHIAMO.

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